Uso del cardiofrequenzimetro 2

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phantomfh
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Re: Uso del cardiofrequenzimetro 2

Messaggio da phantomfh » 12 set 2018, 16:38

Non è che hai sbagliato allenamento, semplicemente hai fatto un allenamento diverso da quello proposto da polar. Mi sembra che comunque tu abbia ottenuto dei risultati ottimi, quindi non è detto che tu debba cambiare.
ensi80
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Re: Uso del cardiofrequenzimetro 2

Messaggio da ensi80 » 12 set 2018, 18:51

ragazzi ma sono l'unico ad aver problemi con allacciamento delle fasce cardio? quando la indosso, ad un certo punto sistematicamente mi si arriccia sul petto / fianco sinistro..ho provato a indossarle dopo averle bagnate e stringendole anche di più ma, a parte il fastidio di compressione, il problema si presenta… la fortuna vuole che la uso poco dato che dispongo di 935 con rilevazione cardiaca solo che in allenamenti tipo ripetute o test san mi serve usarla, però vorrei evitare questo fastidio.

ps. sia con la HRM-Tri di garmin che polar
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CarloR
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Re: Uso del cardiofrequenzimetro 2

Messaggio da CarloR » 12 set 2018, 19:24

@videodrome l'unico allenamento sbagliato è quello non fatto. Il problema di chi inizia, ma anche di chi corre da uno/due anni, è che i semplici volumi di corsa portano a miglioramenti per molto tempo, per cui dire se un allenamento sia più o meno efficace di un altro non è semplice.
Ad esempio, senza guardare niente e facendo tre uscite di corsa lenta a sensazione di cui due da 10k e una che via via allunghi fino a stabilizzarti sui 20/25k riescia a correre una mezza e poi a migliorarla fino a togliere anche 30 minuti nel giro di un paio di anni. È efficace? Certamente. È efficiente? Probabilmente no.
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marpit
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Re: Uso del cardiofrequenzimetro 2

Messaggio da marpit » 13 set 2018, 8:49

Buongiorno a tutti, da assiduo utilizzatore del cardiofrequenzimetro vi seguo
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Re: Uso del cardiofrequenzimetro 2

Messaggio da zeromaratone » 15 set 2018, 20:08

CarloR ha scritto:
12 set 2018, 19:24

Ad esempio, senza guardare niente e facendo tre uscite di corsa lenta a sensazione di cui due da 10k e una che via via allunghi fino a stabilizzarti sui 20/25k riescia a correre una mezza e poi a migliorarla fino a togliere anche 30 minuti nel giro di un paio di anni. È efficace? Certamente. È efficiente? Probabilmente no.
Non ho capito efficiente / efficace
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Re: Uso del cardiofrequenzimetro 2

Messaggio da zeromaratone » 15 set 2018, 20:15

videodrome ha scritto:
12 set 2018, 16:14
Ora arrivato a questo punto ed avendo finito il primo ciclo, vi chiedo, proseguo secondo questo schema o provo a rimettere le fascie come prevedeva polar e ad allenarmi non sgarrando le fascie cardio? In linea generale quali sarebbero i benefici? Avrei magari piú spazio di miglioramenti nel medio lungo termine?
Probabilmente l’efficace/efficiente si riferiva a questa domanda. Per me non è una faccenda che si misura in efficacia o efficienza del metodo di allenamento ma se uno fa un allenamento ad muzzum o no.
Non è facile all’inizio capire cosa stai facendo è una tabella la devi seguire. Non ho mai avuto molta fiducia negli allenamenti delle aziende, preferisco un buon libro di un allenatore.
Se credi di esaurirti spremendoti troppo correndo a sensazione, non tornare però al programma Polar adesso perché il rischio è quello che non ti diverti più.
Segui una terza via che è quella di allenarti seguendo il passo. E il Polar lascialo perdere ...
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Re: Uso del cardiofrequenzimetro 2

Messaggio da CarloR » 15 set 2018, 23:19

@zeromaratone
Efficacia = risultati/obiettivi
Efficienza = risultati/risorse impiegate
Se il mio obiettivo è correre una mezza in due ore qualsiasi allenamento che mi ci fa arrivare è efficace.
Se l'allenamento A mi ci fa arrivare in due mesi e l'allenamento B mi ci fa arrivare in 3 mesi allora A è più efficiente di B (ma entrambi sono efficaci).
Più o meno è questo quello che intendevo :wink:
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Re: Uso del cardiofrequenzimetro 2

Messaggio da videodrome » 18 set 2018, 0:17

@zeromaratone devo dire che, per un neofita come me, il cardio mi serve per capire come sto (cosa che per uno alle prime armi non è così scontata) e quanto il mio fisico si sta spremendo al di là del tempo al km. Non era così scontato o almeno non per me, capire all'inizio, solo a sensazione, che se fai 5:00 al km a 150 bpm o a 165 bpm fin da subito, con una fc max di 183, forse nel secondo caso stai tirando troppo per finire i 21 km; diciamo che ora sto provando ad adattare gli schemi di allenamento del polar (che cmq di default direi essere molto conservativi e che sono diventati un po' più duri a causa delle mie modifiche) al mio passo.
PaoloC
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Non sapevo che il mio cuore andasse a 180bpm

Messaggio da PaoloC » 18 set 2018, 10:39

Ciao a tutti,

Sono nuovo e spero che qualcuno di voi possa suggerirmi qualcosa riguardo quello che ritengo essere un problema.
Corro da circa 2 anni (totalmente autodidatta improvvisato), regolarmente nei mesi estivi e saltuariamente nei mesi invernali.
Nell'ultimo periodo sono arrivato a correre 10km a 6:15m/km e stavo pensando di iscrivermi alle prime gare per divertirmi un po' di più.

Succede che la settimana scorsa mi compro il forerunner 235 visto che non avevo mai usato un cardiofrequensimetro. Vado a correre e scopro che la mia FC si attesta sempre tra i 169 e i 180bpm.
Arrivo alla fine della corsa di 8km abbastanza stanco ma non stremato.. (forse non so cosa voglia dire essere stremato..).
Scopro quindi il concetto di FCmax e soglie FC.. cose che non sapevo e ne deduco che quello che faccio forse non va bene.

Ieri decido di fare una corsa di 8km ma di cercare in tutti i modi di restare tra la soglia aerobica e quella anaerobica. 9.00m/km .. una disfatta.
Perchè?!
Ho sbagliato tutto fino ad oggi?
Devo ripartire con le corse di 20 minuti?

Grazie in anticipo!

Paolo
franz86
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Re: Uso del cardiofrequenzimetro 2

Messaggio da franz86 » 18 set 2018, 15:05

purtroppo il post è lungo (considerando anche la parte 1) quindi sicuramente scoraggia la lettura completa, ma la tua domanda se la pongono in tanti. La risposta è + o meno sempre la stessa. Quanti anni hai? qual è e come hai calcolato/misurato la tua frequenza massima? i valori assoluti (160-180bpm) in se non dicono nulla, se non in relazione al valore massimo, che però non dev'essere stimato con le formulette che trovi in giro, perché quelle funzionano solo su una parte della popolazione.
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