Perché ci facciamo del male?

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shaitan
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Re: Perché ci facciamo del male?

Messaggio da shaitan » 13 nov 2018, 7:47

@C3pO ovviamente è tutto soggettivo e ognuno ha un livello di resistenza diversa. Zatopek giusto per capirci Vs ronaldo (il fenomeno intendo).

Quello che si prova a fare è a minimizzarlo quello stress compatibilmente agli obiettivi cronometrici, di salute, estetici che uno ha :-)
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Dr.Kriger
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Re: Perché ci facciamo del male?

Messaggio da Dr.Kriger » 13 nov 2018, 7:53

Anche per quello ho ottimizzato a sedute di un'ora, ma è una cosa mia e soggettiva e che mi sono fatto da solo. È ovvio che, se la mia tenuta è quella, non posso reggere di colpo un chilometraggio che "non è mio" (vedi il discorso della maratona in 2 ore dei pro e noi comuni mortali che ci mettiamo o metteremmo quasi il doppio). Poi sugli aumenti del volume ci sono pure delle regolette, ma la prova sul campo ci fa capire meglio cosa possiamo riuscire a fare e come strutturare un personale allenamento.

Comunque, che aumentare il volume aumenti la probabilità di infortunarsi è un dato di fatto. Altrimenti è come dire che chi guida tanto ha la stessa probabilità di fare incidente rispetto a chi guida poco. Peccato che le assicurazioni sappiano le statistiche e non ragionino così. Poi in ogni caso la probabilità non è certezza matematica ma, come dice shaitan, se posso lavorare su come ridurre le probabilità, ne colgo l'occasione (in base alla soggettività personale sperimentata sul campo, o meglio, in strada).
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Re: Perché ci facciamo del male?

Messaggio da Gilles27 » 13 nov 2018, 8:56

“...è come dire...” e parte l’analogia esagerata. Scusate se mi intrometto nella partita di ping pong, però sulla base del “come dire” non credo che la discussione migliori di qualità.
Io non sono un pro ma non so se esistono statistiche sul chi si infortuna di più tra chi ha volumi alti e chi bassi. Magari si può dire che chi spinge oltre le sue capacità o possibilità atletiche-psicofisiche, a parità di volumi, ha certamente maggiori probabilità di infortunarsi. Credo che l’intensità dell’allenamento in relazione con le capacità e situazione atletica del singolo atleta debba essere il discrimine da cui far discendere le successive considerazioni. Ma non è ovvio?
Pronto al linciaggio su pubblica piazza se non ho centrarto il punto :-)
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shaitan
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Re: Perché ci facciamo del male?

Messaggio da shaitan » 13 nov 2018, 9:16

Boh sulla base del come dire si potrebbe obiettare che un neo patentato (pochi km) faccia più incidenti di chi ha più esperienza e magari fatto corsi di guida sicura (tanti km e magari seguito da bravo coach). E anche questo le compagnie di assicurazioni lo sanno bene.

Concordo con Gilles sul fatto che le analogie ad mentula canis rischiano di non centrare il punto.

Anche l'analogia con la palestra che facevo io ha i suoi limiti. Ma almeno parliamo in entrambi i casi di attività fisica.
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Re: Perché ci facciamo del male?

Messaggio da oscar56 » 13 nov 2018, 11:20

Io ad esempio ho capito da tempo che non posso più allenarmi per mezze e maratone perchè il mio apparato muscolo scheletrico non regge più a settimane superiori a 40km, l'infortunio in qualche parte mi capita sicuramente (è successo le due ultime preparazioni su due!). Vado sul sicuro (al 99%) con 30/35km settimanali e lunghi sui 12/13km primavera estate e max 15/16 in inverno con 3 o raramente 4 allenamenti per week praticamente utilizzando un' 80 20 diciamo più un 70 30 dove il trenta globale è composto da un'unico allenamento veloce di vario tipo e ogni tanto un'ultimo km "frizzante" nei lenti sempre e comunque preceduti tutti da almeno 3km di riscaldamento un 15/20"km più lento del fl.Inoltre, soprattutto in inverno ai 16km ci arrivo per gradi e più meno li corro un paio di volte in tutta la stagione.A quasi 63 anni mi accontento ed anche se mi piace usare il cronometro e fare qualche 5 o 10k a quasi tutta più o meno una volta al mese il motivo perchè corro e più legato al benessere psico-fisico, fondamentale quando si invecchia. Concludendo, ascoltare il proprio corpo senza far finta di non capire è un buon consiglio. Poi ognuno è un mondo soprattutto in base alla propria struttura e il dna (vallo a sapere!).Avevo fatto l'esempio del mio vicino 67enne che fa i 10km in 42/43 ma lui è 1,75 per 65kg scarsi il che lo aiuta parecchio.
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Re: Perché ci facciamo del male?

Messaggio da shaitan » 13 nov 2018, 11:46

Pensate a Massi Milani... a 48 anni corre 365 gg l'anno a volte doppiando, quest'anno farà... boh 7000km penso.

Sicuramente è predisposto. Sicuramente si allena molto bene. Sicuramente minimizza i rischi anche grazie ai vari parametri che monitora... avrà un fitness level di 140 per usare i termini di trainingpeak + una buona resilienza di base + un fisico ottimizzato per la corsa.

La probabilità 0% di infortunarsi non esiste, ma ne ha più lui o io con 10 anni di meno con 70km a settimana, fitness level sui 50 poco più e 85kg per 192 seppur senza grasso etc? io dico che è maggiore la mia probabilità di spaccarmi, nonostante faccia un terzo dei suoi km (e sono comunque un botto).

E se io mi allenassi come lui e pesassi 72kg? Ah boh vallo a sapere a priori come dice @oscar56

Per questo non ne farei un discorso automatico di numero di km. Ma di stress che il corpo può sopportare. Che è una capacità che in parte alleniamo (fitness level più alto possiamo sopportare una fatica accumulata maggiore e un carico acuto della singola corsa maggiore) e in parte è genetica.
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Re: Perché ci facciamo del male?

Messaggio da C3pO » 13 nov 2018, 13:26

@shaitan Milani fa anche una dieta low carb, magari è quella che ne sai :D
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Re: Perché ci facciamo del male?

Messaggio da shaitan » 13 nov 2018, 14:00

Vero magari è anche quello. O se non è quello comunque anche la dieta, carenza, sovrappeso etc possono contare nell'equazione probabilità di infortunarsi
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Re: Perché ci facciamo del male?

Messaggio da Dr.Kriger » 13 nov 2018, 19:56

I paragoni ad mentula canis sono fatti apposta per essere così, altrimenti non farebbero il loro scopo :asd2: Infatti i principianti hanno buone probabilità di farsi male :asd2: Ma come detto, probabilità non è certezza e non bisogna fare confusione :asd2:

Ovviamente è una probabilità composta, in cui il volume è un fattore, ma non l'unico. Infatti era per rispondere che non è vero che non c'entra, ma c'entra, anche se non è l'unico fattore.

Sicuramente l'alimentazione scarsa o carente peggiora le prestazioni e quindi predispone all'infortunio (anche se non vale il contrario, cioè non ti fa andare più forte). Spesso noto di essere più affaticato se non "mangio a dovere" e cose anche comunemente demonizzate, come uova, formaggio, carne rossa. M è un condizionamento ed è sbagliato ragionare come un sedentario. Da tempo, non solo per godere del buon cibo, ma anche per non sentire carenze e farmi male, ho fatto a pezzi questo approccio "scolastico".
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Re: Perché ci facciamo del male?

Messaggio da shaitan » 13 nov 2018, 20:01

Dr.Kriger ha scritto:
13 nov 2018, 19:56
Infatti era per rispondere che non è vero che non c'entra, ma c'entra, anche se non è l'unico fattore.
Il problema è che c'entra anche nella "prevenzione" aumentando il livello di fitness e quindi la possibilità di fare più allenamenti e più pesanti (o in altre parole fare i soliti km con meno probabilità di spaccarsi). Software come training peaks provano a formalizzare tutto questo. Ma ovviamente non può che essere una stima imprecisa
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