Piscina [2]

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d1ego
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Re: Piscina [2]

Messaggio da d1ego » 19 lug 2018, 19:41

Non si tratta di piscina ma di nuoto in acque libere.
Se capisco bene, secondo l'articolo che riporto sotto tutti gli sforzi che stiamo facendo per ridurre il numero di bracciate e scivolare meglio potrebbero essere inutili o addirittura controproducenti in mare.
Invece molto interessante la considerazione sul sincronismo tra respirazione e bracciata: è certamente il mio errore più difetto ora è nessuno me l'aveva spiegato così.
https://www.active.com/triathlon/articl ... r-swimming

Watching an experienced pool swimmer slice through the water quietly, while accentuating each stroke with a long glide, can both look and sound beautiful—soothing, even.
“I want to swim like that,” you think to yourself. Sadly, this style of freestyle is both inefficient and ineffective for the open water.

Perhaps the most profound differentiator between pool and open water swimming is tempo. How quickly can you turn over your arms is a critical consideration when approaching the open water.
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El_Gae
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Re: Piscina [2]

Messaggio da El_Gae » 20 lug 2018, 16:57

Molto interessante, in effetti. Peccato non poterlo provare prima dello swimrun del 29 luglio.
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Louis
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Re: Piscina [2]

Messaggio da Louis » 31 lug 2018, 10:04

Ripreso dopo due settimane. Mamma mia che rallentamento.
Ai misti bevevo acqua, per mancanza di coordinazione e stanchezza. :nonzo:
Le ripetute da 100m non le ho rette. Dopo l'undicesima mi sono fermato perché ero a 1'57" e le stavo facendo con ripartenza a 2'. :thumbdown:
Pensare che nell'ultimo allenamento feci un 15x100m con media sub 1'45".
Anche con le palette dopo 500m ero stanchino.
A parte il fisiologico deallenamento, rifletto sul fatto che nuotare 3 o più volte a settimana è un must.
A settembre la piscina chiuderà per un mese e so già che il mare non sarà una soluzione pratica/praticabile. :afraid:
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Re: Piscina [2]

Messaggio da bogianen » 6 ago 2018, 8:26

Un lungo post spero non troppo OT, sulla 49a traversata del lago di Viverone (BI), 3500 m, 4 agosto. In fondo è pur sempre nuoto!

In quest'anno per me povero di gare, il mio obiettivo stagionale, per chiamarlo così, non è stato una mezza maratona ma... la traversata a nuoto di un lago.

L'anno scorso mi ero avvicinato al mondo delle traversate e del nuoto in acque libere in generale per superare un infortunio ad un ginocchio. Avevo ricominciato a nuotare per non stare fermo e poichè ho trascorsi agonistici nel nuoto, sia pure nè recenti nè particolarmente lusinghieri, l'idea di gareggiare di nuovo in acqua mi era piaciuta subito. Fast forward alle ferie di quest'anno, che dovevano essere diciamo "tarate" per portarmi a questa traversata con un classico tapering dell'ultima settimana. Complici varie vicende ho dovuto interrompere la penultima settimana e nuotare durante l'ultima.

Arrivo al lago con monovolume d'ordinanza e famiglia allargata al seguito. Prendi lo sdraio, metti la crema solare, papi posso andare in piscina. Scene da un matrimonio.

Io intanto gonfio la mia boa e aspetto che arrivi l'ora X. Sono stranamente tranquillo, anche per i miei standard da non competitivo seriale. Intorno a me la solita chiacchiera pre-gara: gente che ci tiene a far sapere al mondo le gare che ha fatto (ovviamente epiche), i suoi piazzamenti (ovviamente ottimi), mai che qualcuno racconti "ma sai che ho fatto una garetta delle balle e mi sono pure piazzato così così". Mai. Devo essere l'unico al mondo. The last average runner/swimmer/whatever on earth, si valutano offerte per una serie tv.

Battute a parte, so che qui c'è gente più forte e più esperta e l'obiettivo del giorno per me è fare una bella nuotata, arrivare in fondo e divertirsi. Decido di provare l'acqua: per buttare la pasta è ancora un pelino indietro. Salta così il primo tassello del mio piano infallibile. Ho portato ben due mute, una spessa e una sottile, ma oggi non credo che ce la farei. Un 1500 forse, magari un miglio marino, ma farne più del doppio non se ne parla. Niente muta per me.

La partenza avviene sul limite nord del lago e veniamo portati sul posto con un battello. Il percorso è in linea retta verso sud. Scopro che i "mutanti" sono più di quanti credessi, le mie certezze esistenziali si sgretolano, ma ormai sono in ballo.

Foto di rito, attesa minima, poi tutti in acqua e via. Passo i primi minuti a stabilire una rotta che tenga conto della direzione delle altre boe gialle che mi precedono e, soprattutto, del riferimento a terra: una specie di sella fra due colline, alle spalle della zona di arrivo. A più di 3 km di distanza, dall'acqua, le grandi boe che segnalano l'arrivo non si vedono proprio.

I più forti sono partiti a bomba (e con loro immagino anche quelli che hanno scelto di fare la traversata con le pinne), le boette gialle si sparpagliano davanti a me, io vado come d'abitudine: respiro ogni tre bracciate, controllo la direzione ogni sei, battuta di gambe al minimo ma, a mio avviso, potente o perlomeno utile. Mi sento bene e procedo con sicurezza, conosco le mie possibilità e tengo un passo molto costante.

Passano i minuti e il Garmin vibra per avvisarmi che un km è andato. Scopro di essere al limite destro della scia di nuotatori e, considerando il riferimento a terra, correggo un po' a sinistra, poco a poco, finchè non sono di nuovo nel cono di boe gialle che si allarga nel lago. Dal tracciato del Gps scoprirò poi di aver tenuto una rotta piuttosto precisa. L'acqua è davvero calda, a parte rari punti in cui forse un pesce tropicale potrebbe definirla fresca.

Raggiungo altri nuotatori e facciamo un po' di tira e molla, è un gruppetto un po' sparpagliato ma omogeneo come livello e così passo un altro km. Bracciata sempre regolare, cerco di capire se sto bene ed effettivamente mi sento alla grande. Supero qualcuno, altri superano me, le colline dietro l'arrivo si fanno sempre più vicine e dopo un po' intravedo le grandi boe rosse.

Gli ultimi 500 m li faccio senza scatti e mantenendo il ritmo, va bene così, tanto non vinco niente lo stesso e preferisco arrivare in scioltezza. Finisco quindi nei tempi previsti, soddisfatto e un po' più sicuro nelle mie possibilità. Scopro che un concorrente ha avuto un malore ed è stato evacuato dai soccorritori, speriamo che si sia ripreso. Il resto della giornata passa aspettando la premiazione e cercando punti dove evitare il caldo.

Concludendo, è una gara molto famigliare come atmosfera e dai numeri non enormi: 80-90 persone circa, sfidante il giusto, direi piacevole. 30 € di iscrizione (compresa assicurazione per i non tesserati), medaglia, aperitivo serale post gara con spritz fluorescente. Mi spiace solo che nel pacco gara non ci fosse una cuffia per la mia collezione. Gli accompagnatori possono attendere nella zona bar del lido privato dove si svolgono le attività a terra oppure noleggiare lettini, andare in piscina ecc. Altrimenti ci sono zone libere delle sponde del lago e si può venire al lido solo per l'arrivo e la premiazione. Temevo un incubo-parcheggi come l'anno scorso a Orta S. Giulio, ma c'era posto in quantità e pure all'ombra.

Adesso direi che ci sta tutta ancora una gara in acque libere, preferibilmente al mare. Sono indeciso fra il "Miglio blu di Portofino" e "Una nuotata a Tellaro", tutte sul miglio marino a fine agosto. Se qualcuno le ha fatte e ha consigli, ascolto volentieri.

Grazie per aver letto fin qui e buone nuotate a tutti, che per correre fa ancora troppo caldo!
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Re: Piscina [2]

Messaggio da mb70 » 6 ago 2018, 8:49

Bravo Bogianen!!
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10/2014 Maratonina di Arezzo 1h53'53''
10/2015 Munchen Marathon 4h46''
Meglio correre il rischio di non farcela che rimpiangere di non aver avuto il coraggio
In riabilitazione post ricostruzione del legamento crociato anteriore
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Re: Piscina [2]

Messaggio da El_Gae » 6 ago 2018, 13:33

Bel racconto, bravo
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Louis
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Re: Piscina [2]

Messaggio da Louis » 7 ago 2018, 16:18

Grande! :)
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Re: Piscina [2]

Messaggio da d1ego » 8 ago 2018, 19:19

Molto interessante questo articolo.
https://www.active.com/triathlon/articl ... tle_755462
Intanto ribadisce il concetto che avevo incontrato per la prima volta qualche settimana fa secondo il quale la bassa cadenza e la lunga scivolata sono più importanti in piscina che in mare.
Poi suggerisce (troppo) velocemente 13 esserci/test per individuare e correggere le proprie debolezze nel nuoto.
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