[DIARIO] L'obenner

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mototata
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Re: [DIARIO] L'obenner

Messaggio da mototata » 23 nov 2014, 13:54

Mi associo a Tolly.
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Bely
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Re: [DIARIO] L'obenner

Messaggio da Bely » 23 nov 2014, 19:36

Oh santo cielo meno male. :D
Rael non avere paura di chiamare le cose col proprio nome, io ho proprio aperto un 3d nella sezione infortuni chiamandolo "depressione da infortunio"... tant'e'. Ma sono felice di leggere che hai delle buone sensazioni invece :wink:
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Now is no time to think of what you do not have. Think of what you can do with what there is
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francesp
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Re: [DIARIO] L'obenner

Messaggio da francesp » 25 nov 2014, 17:20

Mi sono preso un pò di ferie dal lavoro e dal running, torno qua e... Uè Rael non fare scherzi!!!
Prenditi il tempo che serve per rimetterti in sesto e poi riparti, magari dovrai ricominciare da qualche gradino più in basso rispetto a dove eri arrivato ma è comunque fisiologico avere periodi in cui si progredisce ed altri in cui pare solo di stabilizzarsi o regredire (anch'io sto vivendo un periodo un pò difficile, ma continuo soffrendo sperando di uscirne più forte).
Leggi le frasi di Mathias in alto nell'ndice del forum: se ti è "donato" di correre fallo!
Lasciati dietro il pessimismo, la tua strada è ancora tanta: non guardare l'boettivo del breve ma quello del lungo periodo!
Ormai corro solo con la fantasia...
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RAEL70
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Re: [DIARIO] L'obenner

Messaggio da RAEL70 » 25 nov 2014, 18:42

Puntata n. 23: Tutto è bene...quel che finisce bene?

Oggi pomeriggio sono ritornato in Villa. Sia Domenica ma soprattutto ieri non ho avuto alcun fastidio alla coscia sx quindi oggi ero particolarmente ansioso di vedere come si sarebbe comportata la gamba.

Primo chilometro: le sensazioni sono buone, intuisco subito che la gamba non è certo al meglio ma, per dare un ordine di grandezza, credo che sia al 60%. Non voglio (riesco) a spingere ma almeno posso equilibrare perfettamente il peso corporeo tra le due gambe e assumere una normale postura. Ritrovo subito la mia velocità di "crociera" (andatura 06:30) e tutto sembra procedere senza grossi problemi;

Secondo chilometro: la gamba sx è sempre nelle stesse identiche condizioni, nessun problema a sostenere il peso solo che non ho la forza per spingere ma va benissimo così! Andatura pressochè costante, buona la respirazione, insomma è tutto Ok.

Terzo chilometro: idem come sopra solo con la respirazione leggermente più accellerata, andatura costante, nessuna sensazione di debolezza ma sono conscio che non posso pretendere forza, meglio accontentarsi della stabilità della postura. Tutto Ok!

Quarto chilometro: andatura più lenta (siamo vicinissimi ai 07:00), respirazione più accellerata ma nessun problema di gambe, nessuna durezza. Le sensazioni rimangono buone e decisamente accettabili.

Quinto chilometro: primi 600 metri alla stessa andatura poi cerco di spingere un po portando l'andatura a 06:45. Gamba sx ok, respirazione con affanno ma senza andare in dispnea, percezioni buone.

Sesto chilometro: non voglio esagerare e faccio, di fatto, defaticamento (andatura sopra gli 08:00) ma la coscia sx non accusa alcuna stanchezza/durezza.

Non ho indossato gli auricolari per non farmi influenzare dai messaggi di Sports Tracker ma alla fine il tempo (5 Km) è decisamente molto buono: solo 01:44 di distacco dal PB. Evidentemente anche correndo a "percezione" mi è impossibile autocostringermi a correre a 07:00/Km, faccio troppa fatica (figurarsi ad andature ancora più lente):asd2:.

Lascio la Villa alquanto rincuorato: la gamba sx è solo al 60% e se le cose procedono nel verso giusto dovrei tornare al 100% per la prima sessione di Dicembre ma, ad ogni modo, giorno più giorno meno, la cosa più importante è che appare evidente il miglioramento.

Adesso mi riposerò e poi Giovedì ci sarà il test per eccellenza: niente Villa e via per i sentieri della Favorita, prova sicuramente faticosa (in alcuni frangenti sembra di fare trail) ma che debbo fare per vedere se tutto è ritornato a posto.

Ringrazio Tolly e Mototata per la loro attenzione :flower:

@Bely: la mia è (stata) una depressione particolare: "depressione da debolezza senza dolore con inevitabili ripercussioni sul peso" :pig:, meno male che pesandomi non ci sono stati grandi stravolgimenti... :wacko:.

@Francesp: Hai ragione Francesco, per qualche giorno ho solo guardato l'obiettivo a breve e ho ignorato quello a lungo termine, mea culpa :asd2:. Era la prima volta (e sicuramente non sarà l'ultima) che nella mia vita mi ritrovavo con una coscia in quelle condizioni (mai accaduto da ragazzino in Atletica ne, più grande, nel Nuoto) ergo sebbene mi sento alquanto temprato alla fatica (capirai, fare attività fisica con il mio sovrappeso ti ci abitui o ti ci abitui :sbonk:) non sono altrettanto abituato ad avere problemi ergo ho manifestato sicuramente una debolezza più psicologica che fisica in se: sbagliando s'impara!

Certo che sabato mattina è stata molto dura vedere tutti che correvano e io che camminavo come un bradipo azzoppato... :asd2:
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iocorroebasta
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Re: [DIARIO] L'obenner

Messaggio da iocorroebasta » 25 nov 2014, 22:22

Ciao Rael, sono iscritto da poco in questo forum e leggendo il tuo diario non ho potuto far altro che provare una sincera ammirazione per la tenacia e la forza di volontà con cui ti dedichi all'attività sportiva...io ho la fortuna di essere magro, ma ho la massima stima per le persone come te, che devono fare una fatica immane per ottenere anche un piccolo miglioramento, specie all'inizio...mi ha fatto un enorme piacere che oggi la gamba abbia risposto molto meglio, ma dammi retta, fai le cose con molta più gradualità, fare grossi sbalzi chilometrici tra un allenamento e l'altro rischia di essere controproducente, esponendoti a rischio di infortuni o quantomeno di far riemergere il problema che hai descritto...facendoti fare di nuovo passi indietro...fai la stessa distanza per due-tre sedute, poi magari aumenta di 1 km per altre due-tre e così via...come ti ha detto qualcuno, devi puntare agli obiettivi a lungo termine, non a quelli immediati...lascia perdere i pb, almeno per il momento...quando sarà il momento giusto arriveranno spontaneamente...Forza Rael! :wink:
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Paolo
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Re: [DIARIO] L'obenner

Messaggio da RAEL70 » 26 nov 2014, 9:06

Caro Paolo, ti ringrazio per il tuo commento :D, perché mi dai l'opportunità di chiarire, una volta per tutte, una ambiguità di fondo che, ho riscontrato, è stata percepita anche da altri utenti.

Tutto parte dal termine "PB" che molto spesso cito nei miei post :wink:.

La motivazione anzi l'UNICA motivazione che mi ha spinto (ormai 6 mesi fa) ad avvicinarmi al mondo del podismo è stata quella di dimagrire. Punto.

Questa è la motivazione che mi fa alzare la mattina presto nel weekend ad andare a correre, questa è la motivazione che, settimana dopo settimana, mese dopo mese, tiene acceso il "motore della volontà". Punto.

Certo è che oltre alla motivazione principale occorre anche (parlo a titolo strettamente personale) una motivazione per singola sessione: io non riesco a correre senza obiettivi, non ci riesco, mi fermo dopo meno di 2 chilometri se non mi pongo un obiettivo prima di partire.

Correre scegliendo una andatura rilassante e vedere scorrere i vari chilometri (grazie ai feedback di Sports Tracker agli auricolari) per me è di una noia e una palla mostruosi!!! :asd2:

Dico veramente, è il massimo della depressione sportiva, il massimo dell'appiattimento, il massimo dell'inconcludenza (ma che ci faccio qui, perché sto correndo come Tom Hanks senza meta?) per me.

In ogni singola sessione che ho svolto c'è sempre stato, dietro, un obiettivo: dal percorrere una determinata distanza (spesso decisa a priori) fino ad andare oltre, dal tentare di tenere una certa andatura fino ad arrivare a battere il proprio PB, da cercare di fare quel tratto di salita senza fermarsi fino a compiere quella salita avendo un maggior numero di chilometri nella gambe, da prendere quel sentiero ostico e difficile ad avventurarsi in altri ancor più ostici, c'è sempre un obiettivo dietro ogni mia uscita, morirei (sportivamente parlando) se non avessi un obiettivo ogni volta. Non riesco a correre guardando le margherite e ascoltando gli uccellini, mi spiace!

Molti runner che iniziano a correre già, dopo pochi mesi, nascono in loro velleità agonistiche (più o meno comprovate) semplicemente perché, in senso buono, vogliono confrontarsi con altri soggetti dello stesso livello; io non ho questa motivazione perché non m'interessa nulla (leggasi non mi procura alcun "piacere") gareggiare e confrontarmi con altri; che io possa arrivare ultimo (magari fuori tempo massimo) o che riesca a superare 50 runner per me non cambierebbe nulla perché evidentemente quei 50 erano più scarsi di me ergo che piacere c'è ad essere migliori dei peggiori?

Il vero piacere, la vera sfida è battere l'avversario più ostico che esiste: se stessi. E' un avversario che non ti perdona il minimo errore e che per batterlo devi dare il massimo, sempre e comunque, perché altrimenti lui vincerà ogni volta.

Tanti sono i runner (ovviamente tutti normopeso) che non riescono a battere i propri PB da uno o più anni ma questo accade solo per tre motivi: hanno raggiunto l'apice qualche anno fa e ormai sono in fase (prestazionale) calante, provengono da uno o più infortuni e non sono più quelli di una volta, vogliono solo correre e fare gare senza provare a battere se stessi.

Io non appartengo a questa categoria: non sono un normopeso ma devo ancora arrivare, almeno, agli 80 Kg (leggasi devo perderne altri 17) e gli stessi 80 (per me che sono alto 1,70) non è certo un peso "ideale" ma per me sarebbe un sogno arrivarci.

Ergo i miei PB (assolutamente ridicoli ed insignificanti) sono ben lontani dall'essere vicini all'apice prestazionale individuale, io so perfettamente che sono lontanissimo da quello che, potenzialmente, valgo; lo so perché ho fatto sport a livello agonistico, lo so perché anche se ho 44 anni non è l'età che mi blocca ma il peso, sono percezioni fisiche talmente intime ed individuali che non è facile riuscire a descriverle ma è facile capire che queste percezioni da fisiche si tramutano facilmente in motivazioni psicologiche.

Ritornando all'inizio, quando descrivo una qualunque mia sessione non faccio riferimento ai PB perché "sono partito per batterli" ma semplicemente perché vi descrivo la sessione esattamente come io la vivo; quando corro e vengo costantemente informato da ST su come sto andando è evidente che, se dovessero nascere i presupposti, io m'impegnerei al massimo per tentare di migliorarmi..ma chi è che non lo farebbe (un po' come se in gara ci si rendesse conto che si potrebbero superare quei 8-10 runner che ci precedono di poche decine di metri e si decide di non superarli perché "non è giusto correre sempre per migliorarsi")???

E' ovvio che quel "SE" è fondamentale e non accade in tutte le sessioni :-" e quando questo non accade (ossia la maggioranza delle volte) io comunque non perdo tempo a guardare margherite e uccellini ma ci do dentro perché voglio arrivare al termine essendo perfettamente conscio di aver dato tutto e di non essermi risparmiato (anche se poi il tempo è di 5 minuti più lento del PB :mrgreen:): fare attività fisica è un piacere e io non riesco a provare piacere se non torno a casa sapendo di aver dato tutto e di non essermi nascosto...da me stesso.

Forse dovrei evitare di descrivere le mie sessioni esattamente come le vivo ma limitarmi a scrivere solo distanza e tempo; chissà magari la prossima volta farò così. :asd2:

Ecco perché non m'interessano le gare: io faccio gare da 6 mesi, 3 volte alla settimana, senza pettorale e senza punti ristoro e mi diverto :mrgreen: , il resto sono solo (dis)avventure di un obenner che però non è un folle (come qualcuno potrà pensare) ma è una persona che non ha mai fatto il passo più lungo della gamba (è proprio il caso di dirlo) :sbonk:.

Grazie ancora per l'incitamento Paolo! :beer:

P.S. Ovvio che i PB arrivano quando meno te li aspetti, esattamente lo stesso concetto che c'è dietro alla mia frase "SE dovessero nascere i presupposti" :wink:
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riccese
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Re: [DIARIO] L'obenner

Messaggio da riccese » 26 nov 2014, 10:23

caro Rael, non pensarci proprio a non descrivere più le tue uscite, proprio come tu le vivi!
Ti ribadisco che, personalmente, traggo molti spunti positivi dalle tue uscite, e le applico alle mie tipologie di uscite, adattando anche tutti gli altri ottimi consigli che qui "a casa nostra" possiamo trovare con un pò di pazienza e passione.

Buone corse
Obiettivo 2019: 0/1100 km e limare il PB sui 10km
8-5-2016 PB sui 10km 48'37'' - grazie a Oscar56

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Re: [DIARIO] L'obenner

Messaggio da iocorroebasta » 26 nov 2014, 10:42

RAEL70 ha scritto:
Il vero piacere, la vera sfida è battere l'avversario più ostico che esiste: se stessi. E' un avversario che non ti perdona il minimo errore e che per batterlo devi dare il massimo, sempre e comunque, perché altrimenti lui vincerà ogni volta.
Buongiorno carissimo,
guarda che io e te ci assomigliamo moltissimo nello spirito con cui affrontiamo l'attività sportiva! Anche io come te ho come vero avversario me stesso...è vero che per impegnarsi nella corsa bisogna trovare uno stimolo, una motivazione...ma bisogna sempre sceglierli con accortezza...i miei PB risalgono a quasi ventanni fa, ovvio che non mi posso porre l'obiettivo di migliorarli, che obiettivo darmi allora? Stare sotto un certo tempo in una certa distanza, tempo che ritengo realistico per me, per le mie condizioni fisiche attuali....ora, tu stesso dici giustamente che il tuo vero obiettivo è dimagrire...benissimo, ma dici altrettanto giustamente che l'avversario che dobbiamo battere, noi stessi, non ci perdona il minimo errore...e secondo me, come cercavo di dirti nel precedente post, tu sbagli a fare uscite di media lunghezza 6-8 km inframezzate du un'uscita di 14 km abbondanti...è uno sbalzo troppo forte, soprattutto in questa fase ancora iniziale per te, anche se è qualche mese che corri...magari quel giorno ti senti bene e ti viene anche di spingere più di quanto pensavi all'inizio, l'agonista che è in te non è facile tenerlo a bada, lo capisco, vedi che arrivano i famosi PB e ti gasi....ma la volta dopo ne paghi lo scotto ed in realta ti è andata bene che non ti sei stirato un polpaccio....questo è quello che ho desunto dai tuoi racconti...il mio consiglio è stare più o meno sempre sulla stessa distanza 6-7 km senza fare allunghi bruschi, almeno per ora, ma tenendo un'andatura regolare, in base alle sensazioni che hai correndo, soprattutto basandoti sul respiro...come già fai del resto...come obiettivo puoi darti di migliorare il tempo ogni volta, anche solo di una manciata di secondi, ma comunque di progredire...piano piano potrai allungare la distanza, come ti avevo consigliato ieri...purtroppo, ci vuole molta pazienza, ma davvero, diversamente ti esporresti ad un forte rischio d'infortuni...se ti stiri un polpaccio ci vogliono 3-4 settimane di stop, poi si che la frittata è fatta....per fartela passare un pò meno noiosamente, magari potresti portarti un mp3...con una colonna sonora di quelle giuste, naturalmente...tipo la colonna sonora di Rocky :wink: :mrgreen:
Ricorda Rael: la pazienza è la virtù dei forti! :asd2:
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Paolo
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Re: [DIARIO] L'obenner

Messaggio da RAEL70 » 26 nov 2014, 19:06

@ Riccese: ti ringrazio :beer:, io cerco solo di essere sincero, spontaneo e schietto ossia mostro quelle che sono le mie principali qualità caratteriali (per alcuni invece si tratta di difetti da nascondere ad ogni costo); ad ogni modo continuerò ad usare sempre lo stesso metodo di racconto, abituatevi oppure passate ad altri diari più affascinanti e/o emozionanti! :wink:

@ Paolo (iocorroebasta): ti rispondo secondo le tematiche che hai affrontato :wink:

Capitolo distanze: le tue considerazioni sono certamente sagge e degne di rispetto ma tengo a chiarire la questione.

Aldilà della questione dimagrimento, aldilà della questione PB, aldilà di tutto, uno dei traguardi da raggiungere per qualsiasi runner alle prime armi è sicuramente quello dell' "uccisione del moribondo" ossia tenere i 6/Km per 10 Km. Non è certamente un obiettivo facile da raggiungere ed è certamente difficilissimo da raggiungere per chi ha un BMI molto simile al mio.

Dovrei quindi non tentare di raggiungerlo? Se pensi questo allora non mi conosci affatto! Certo che tento di raggiungere l'obiettivo ma, aldilà dell'andatura da tenere (non riesco a tenere i 6/Km per 4 Km, figurati per 10!), la prima cosa che ho cercato di fare è abituare il mio corpo a correre per 10 Km.

E' per questo motivo che, fin dal primo mese, ho dedicato un unica uscita settimanale (quella del weekend) a fare sessioni ben oltre tale distanza; se vuoi metabolizzare i 10 Km devi abituarti a correre i 12, i 14 e anche i 16 Km se necessario altrimenti non avrai mai la distanza nelle gambe. Ecco perché sono ormai tante le sessioni superiori ai 10 Km che ho finora effettuato e pur essendo ancora molto lontano dal raggiungimento dell'obiettivo (se non riesco ad andare sotto i 30 nei 5 Km è praticamente inutile parlarne...) è pur vero che la distanza l'ho fatta mia, sia nelle gambe che nella mente (soprattutto).

Almeno un obiettivo è centrato, adesso mi rimane solo di perdere di peso perché a gambe e fiato credo di avere i requisiti minimi per riuscire nell'impresa; se si considerano i famosi 2 secondi persi a Km per ogni chilogrammo di sovrappeso allora basta fare due semplici calcoli: io peso 97 Kg e sono alto 1,70, teoricamente avrei quindi 27 Kg di sovrappeso (in realtà questo peso non lo raggiungerò mai nemmeno se faccio lo sciopero della fame) che rappresentano un fardello di 54 secondi di ritardo per un singolo chilometro; per 10 chilometri fanno 540 secondi di ritardo che equivalgono a 9 minuti esatti; vai a guardare qui (http://www.runningforum.it/viewtopic.php?f=16&t=36355) qual'è il mio PB sulla distanza e ti renderai conto che il moribondo l'ho già praticamente raggiunto come fiato e gambe, solo :mrgreen: il peso m'impedisce di prendermi questa soddisfazione effimera eppure psicologicamente molto importante.

Sono d'accordo con te con il discorso dello "stacco di chilometraggi" tra le sessioni e ti do ragione; prova ne sia che nelle sessioni lunghe il periodo più critico (che spesso mi porta a delle crisi che non mi permettono di battere il mio attuale PB ottenuto in una sessione "di grazia" dove non ho avuto crisi...) è quello che intercorre tra i 7-7,5 e i 10 Km dove, spesso, le gambe mi lasciano a piedi :sbonk: per poi riprendere la loro normale funzionalità superato questo periodo (nel diario ne trovi tanti di resoconti che testimoniano questo problema, l'ultimo lo trovi nella puntata n. 20). Ciò nonostante non me la sento di rinunciare a queste lunghe distanze perché queste sessioni sono quelle che mi piacciono di più (dalla Favorita arrivo a Mondello sul lungomare per poi tornare indietro, insomma davvero un paesaggio molto invitante :wink:) e sono quelle che mi obbligano a fare la salita di Mondello che se affrontata senza il giusto allenamento non perdona neanche i runner più esperti, figurati un obeso come me! :asd2:

Prima o poi arriverà il momento in cui questa crisi passeggera non ci sarà più e se riesco, nel frattempo, ad arrivare ai 90 Kg centrerò l'obiettivo, ne sono certo (recita un noto proverbio siciliano "Ci risse u' surci a nuci: dammi u tiempo ca ti spirtuso" ossia disse il topo alla noce: dammi tempo che ti buco) :wink: :mrgreen:.

Capitolo Musica: nei primi tre mesi di corsa l'ascoltavo sempre (mi portavo sempre album completi, odio qualunque tipo di compilation) poi mi misi alla prova evitando di usare questa sorta di "doping" alternativo e ormai sono 3 mesi che esco senza accompagnamento di alcun genere e debbo dire che non mi sono trovato male (ancor di più si è accresciuta la capacità di ascolto del mio corpo); confesso però che in alcuni momenti sento il bisogno di avere una "carica" in più ma voglio resistere alla tentazione di tornare indietro; sono ormai prossimo all'acquisto di un orologio gps ergo non porterò più lo smartphone con gli auricolari quindi mi sembra inutile pensarci :salut:

Capitolo Pazienza: la penso come te: Gli alberi che sono lenti a crescere portano i frutti migliori. :wink:
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Re: [DIARIO] L'obenner

Messaggio da patamoto » 26 nov 2014, 19:29

fabri, credo che ciascuno di noi, panzuti come me o meno, corra ad obiettivo.

Il mio modo di concepire l'obiettivo è diverso dal tuo, ma comunque tutti finalizziamo le uscite a qualcosa.

Credo però che quelli pesanti come noi debbano programmarsi, perchè la prima regola del cicciorunner è "corri quanto puoi ma senza farti male altrimenti ti devi fermare e poi per dimagrire sono razzi amari".

Dopo mesi in cui -parecchi chili più pesante di adesso - davo ogni volta tutto e mi sono fatto male ripetutamente, con necessità di plurimi fermi tecnici, adesso sto facendo così (e lo scrivo non per insegnare qualcosa a qualcuno che io sono un dilettante allo sbaraglio, ma perchè al momento funziona):

- faccio una 30ina di km alla settimana, divisi in 3 uscite

1) un (per me) lungo lento il finesettimana, ad andatura sostenibilissima, senza cercare di forzare l'andatura ma cercando ogni volta di allungare un poco il chilometraggio (al momento siamo a 16); vedo che mi fa benissimo al cuore, che negli allenamenti successivi resta sempre più basso di quelli precedenti;

2) un "meno lento meno lungo" (al momento siamo sugli 8,5 km, che è il massimo che posso correre ad ora di pranzo senza andare ad impattare col lavoro, quando mi velocizzerò ed accumulerò una riserva di tempo, aumenterò il chilometraggio) a ritmo più veloce del precedente. Anche in questo caso l'obiettivo non è essere il più veloce possibile ma di tenere ogni settimana una media un poco più bassa di quella della settimana precedente a parità di sforzo

3) un'uscita di variazioni (anche qui sui 8,5 - 9 km), in cui alterno 1 km ad una velocità per me sostenuta, ogni settimana un poco più bassa di quella della settimana precedente e 3 minuti di trotto alla velocità con cui faccio il lungo lento. E ripeto queste variazioni per tutta la distanza che devo fare. Anche in questo caso non do necessariamente tutto, ma l'obiettivo è quello di abbassare settimanalmente la media della frazione veloce tenendo lo sforzo cardiaco costante.

Insomma, nella prima uscita cerco di allenare corpo e testa alla durata ed al chilometraggio (per me andare piano a lungo, tirando le briglie, è più faticoso di testa che darci sotto), nella seconda di allenarli alla costanza (apparentemente il mio cardio soffre più il passo costante che l'alternanza di velocità e trotto), nella terza di abituare corpo e cuore a variare i ritmi e velocizzarsi.
Il tutto, cercando di sorvegliare la postura della corsa e di evitare il famigerato atterraggio di tallone che credo abbia contribuito a scassarmi un ginocchio la scorsa primavera.

Come dicevo, difficilmente do tutto quello che potrei dare, il mio obiettivo sta nel raggiungere il miglioramento prefisso, non nel suonare la carica e arrivare alla meta stravolto.
Lo vedo più come un "work in progress" plurimensile che come tanti episodi in ciascuno dei quali devo dare assolutamente il massimo. Anche perchè, per come la vedo io, se non sei Bolt non ha molto senso fare "la" prestazione irripetibile, a cui arrivi un poco per allineamento astrale e un poco con l'anima stretta tra i denti.
Il mio obiettivo è arrivare ad una prestazione "solida" e ripetibile, che sia indice di una mia effettiva crescita come "runner" (risate dal loggione :thumleft: ).

Da quando ho iniziato a fare così, alla fine di agosto, non mi sono più fatto male da nessuna parte, non ho postumi e dolori dopo l'uscita e sono calato ulteriori 2,5 kg compattando la (poco) amata ciccia.

So che non è il tuo modo di concepire la corsa, e non ho la competenza per dire se è un modo più giusto o sbagliato o fruttuoso di altri. Lo ho descritto solo per sottolineare il fatto che gli obiettivi sfidanti che uno si può porre sono i più vari, senza necessariamente risolversi in una costante rincorsa ai PB su ogni singolo km della singola uscita.

Probabilmente, programmarti gli obiettivi di ogni uscita in modo sistematico, tenere alla briglia il cavallo che scalpita dentro di te e fissare ogni settimana obiettivi migliorativi da raggiungere in modo da toccare con mano che progredisci ti darebbe comunque un risultato tangibile da raggiungere senza il rischio di infortunarti e di stare fermo. E poi, tra qualche ulteriore chilo, potresti riprendere a correre a tutta birra senza rischiare infortuni e relativi scoramenti.

NB: e aggiungo: le solette di noene per noi pesanti sono un toccasana. A inizio ottobre ho avuto un principio di fascite plantare al piede SX, risolto con uno straching sistematico (ho aggiunto anche uno specifico esercizio alla mia routine pre e post corsa) e con le solette citate.
Sarà suggestione ? non so ma non credo. La sensazione ai piedi del dopo corsa è radicalmente cambiata. Per me in accoppiata a scarpe protettive (uso le trance 12) sono fantastiche.

Scusate, sono stato prolisso.
obiettivo: divertirmi!
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