[DIARIO] di una runnerina solitaria

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elisa udine
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Re: [DIARIO] di una runnerina solitaria

Messaggio da elisa udine »

Grazie :flower:
21km: 1h36'33" Maratonina dell'Isonzo 26/01/20
42km: 3h24'02" Unesco Cities Marathon 31/03/19
6h: 63km Buttrio 16/06/19
75km: 7h21'20" Ob Mrzli Reki 14/12/19
http://www.runningforum.it/viewtopic.php?f=16&t=40338 :flower:
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elisa udine
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Re: [DIARIO] di una runnerina solitaria

Messaggio da elisa udine »

AJDINOSKA ooops! AJDOVSCINA

Ci siamo. E’ il giorno fatidico e siamo appena arrivati alla fantomatica Ajdovscina, in questi mesi altrimenti detta Ajdinoska perché non mi ricordavo mai come si chiamasse. In realtà non avevo neppure bene idea di dove fosse, mi pareva appena dopo il confine e invece era un po’ più in là…
Il volantino l’ho trovato x caso, a Bovec nel settembre 2018. Vi erano scritte parole incomprensibili, ma numeri decifrabili. 50km, 75km, 100km, 5x10, 5x15, 5x20 (che magistralmente avevo dedotto essere le staffette :mrgreen: ). Chissà, penso, magari un giorno… Dopo pochi giorni mi sono iscritta alla 50, ma ho dovuto rinunciarvi x infortunio e riinviare la partecipazione a dicembre 2019. Solo che nel frattempo a giugno ho corso la 6h di Buttrio… vuoi non tentare di allungare la distanza x farti del male più intensamente? Ecco. :smoked:
Passano i mesi e non ci penso troppo, corro, tanto sì, non posso farne a meno. Ma senza tabelle verso cui ormai ho una certa allergia. Pensando solo uno step alla volta, una maratona alla volta. Faccio un solo lunghissimo over 42 da 50km, che non mi rassicura (sarà abbastanza? boh).
Giusto qualche giorno prima leggo x caso la mail dell’organizzazione, che tra le altre info riporta
“• Do not expect a light appetite.
• Do not expect a beautiful and ideal weather.
• Expect cold, rain and wind!
• Expect genuine Vipava bora!”
Oh mammasaura.
Il caro F-lu mi rassicura “..mannaggia, vero! Mi ero scordato che a Vipava la bora ti sposta l'auto di METRI quando ti colpisce lateralmente.”
Oh mammasaura. :shock:
Vipava? Bora? Perchè io non so mai niente? Perché non mi informo?!?
Io odio il vento… vento + pioggia poi … Bora + pioggia potrebbe essere una combo mortale.
Passo i giorni precedenti in una certa ansia. Avevo pensato solo alla distanza, senza informarmi su cose fondamentali tipo dove fosse la gara e il clima previsto a dicembre… mannaggiame.
Ma quando arriviamo incredibilmente il clima è perfetto, fa freddo ma splende un sole bellissimo, niente pioggia, niente Bora, nientediniente. Wow. Ora non hai nessuna scusa.
Il pettorale si ritira in una scuola a 500m dalla partenza. Ci sono 4 signore gentilissime di cui una parla italiano e si prende cura di me con fare molto materno. Mi spiega che se vogliamo c’è un pulmino che porta alla partenza. Addirittura la navetta x fare 500m!!! In Slovenia sono davvero coccolosi. Il pulmino porterà anche i bagagli all’arrivo. Docce e premiazioni nella palestra della scuola. Ringrazio, mi cambio e mollo la borsa.
Nel pacco gara c’è anche una medaglia di cioccolata… bon la medaglia c’è, possiamo anche tornare a casa… :smoked:
Ci avviciniamo verso la partenza, ci sono già i corridori della 100km che son partiti da tre ore e han già completato un bel po’ di giri, lo speaker incita tutti ad ogni passaggio con nome e cognome, c’è un bel clima di musica e di festa nonostante i pochi presenti. Per stemperare la tensione e scaldarmi saltello e ballo. C’è il sole, le montagne intorno a noi sono innevate, il paesaggio è bello nonostante siamo a pochi passi da un piccolo centro commerciale. E io sono felice. Si avvicina l’unico altro italiano, Andrea, mi racconta di aver dormito lì in camper, ieri c’è stato l’apocalisse meteorologico, con bora e pioggia, il camper ballava come un matto. Oggi siamo davvero fortunati. Mi consiglia di partire piano, molto piano, queste gare iniziano dal 60° km, non prima, vai ad un ritmo di 6’/km, non più veloce. Si certo, grazie mille, cercherò di seguire i tuoi consigli. :asd2:
Si come no, buonanotte al secchio. Che poi io non ho bene idea di che ritmo tenere, uffi faccio sempre a caso, purtroppo la strategia è sempre “corri finchè ne hai, se poi scoppi pazienza”. Che non è proprio la strategia ottimale.
Fa addirittura caldino e temo di essermi vestita troppo per timore della Bora. Tolgo lo scaldacollo pesante per mettere quello leggero. Che poi è la mantalla tricolore del forum da sventolare se mai arriverò in fondo. Do la frontale al moroso, appuntamento qui tra 6 ore, quando mi servirà un po’ di tifo e una luce sulla testa. Lo scaldacollo pesante lo tengo in mano, non so dove metterlo. Le tasche sono piene di gel, non ero sicura ci fosse un posto dove lasciare lo zaino con le proprie cose durante la corsa così nel dubbio ho tutto addosso e sembro l’omino Michelin. Avere tutto con sé è scomodo e poco funzionale ma rassicurante.
Si parte, gli staffettisti partono giustamente come frecce, siamo pochi ma come sempre non capisco niente di cosa mi accade intorno e so solo che devo correre. Piano mi dico, ma che me lo dico a fare che so che non mi ascolto. Perdo subito Andrea e non lo vedrò per diversi km.
Ho subito un gran caldo, stacco le maniche del mio fido giacchino antivento Kalenji e le lego in vita, così ci lego assieme lo scaldacollo che non mi serve ed è fatta. Sempre più omino Michelin ma perfettamente in equilibrio, chissene se sembro buffa.
Cerco di non pensare a niente se non a guardarmi intorno, il giro è quasi tutto su sterrato, in una specie di parco, segue il corso di un fiumiciattolo (ovviamente da poco ho scoperto che si chiama Fiume Freddo) ; è tutto molto bucolico, nella prima parte ci sono delle casette che sembrano quelle del Mulino Bianco, il fiumiciattolo in alcuni punti fa dei saltini tipo microcascatelle. E’ tutto bello. Sapete che a me basta un filo d’erba per essere felice. Il percorso ha un sottopasso, breve ma piuttosto ripido, con un simpatico omino dell’organizzazione che fa il tifo ad ogni passaggio. Poi c’è un breve rettilineo, poi una curva con qualche pozzanghera, ci metterò qualche giro a trovare la giusta traiettoria su dove mettere i piedi, ieri deve aver piovuto molto e qualche tratto è rimasto zuppo. Ma è sterrato bianco, non c’è fango per fortuna tranne un po’ nei sottopassi. la traiettoria migliore si rivelerà, tra l'altro, ovviamente l'anello più esterno, così per fare un po' di strada in più visto che ne abbiamo poca in programma. :shock:
Dopo la curva un gruppetto di organizzatori a fare il tifo. È incredibile, saranno state in tutto 15 persone lungo il percorso, ed ognuna ha sempre esultato ed incoraggiato ad ogni singolo giro chiamandomi per nome. Dopo poche decine di metri su asfalto sento della musica a bomba, dopo una serie di curve a gomito c’è un camioncino della Redbull con un micro ristoro (mi pare solo acqua) e una ragazza a fare il tifo. C’è il rilevatore cronometrico a terra, dunque immagino di essere a metà giro. Si prosegue su sterrato, altro punto tifo con nonno e bambina sugli 8 anni che rimarrà sul percorso per ore (almeno 5 o 6 :shock: ) ... è tutto così bello. Il giro prosegue in una parte leggermente più ventosa ma per ora non fastidiosa, si avvicina di nuovo al fiume, fa qualche ansa, torna ad avvicinarsi alla partenza (sento la musica in lontananza), passando per il secondo sottopasso, questo più fangoso. Una rampetta e sulla destra c’è il ristoro. Qualche decina di metri e si passa sotto l’arco della partenza, tra l’ovazione generale e lo speaker che mi osanna con nome e cognome manco fossi Nikolina Sustic.
Inizia il secondo giro, per ora è ancora tutto bellissimo, e lo sarà ancora per una trentina di km. Ad ogni giro cerco di scorgere qualcosa di nuovo nel paesaggio, qualche scorcio nuovo, qualche cascatella nascosta. Mi superano in tanti, ogni tanto supero qualcuno anch’io e incito sempre. Che poi è facile perché dicono “bravo” (maschile e femminile uguale) e una specie di “deimo deimo” che non è tanto lontano dal veneto “ndemo ndemo”. Quando però si tenta di scambiare qualche parola ahimè sono più in difficoltà, visto che in sloveno praticamente so dire solo cevapcici, kuhano vino belo (= vin brulè bianco) e pivo (birra), che in questo caso non mi tornano molto utili. Una ragazza mi chiede in inglese come va e a che giro sono, lei è appena partita nel suo turno di staffetta in un fantastico completo viola. Corre veloce dunque mi stacca quasi subito, la rivedrò al suo arrivo, quando scoprirò che i due bambini tenerissimi che danno il 5 subito dopo la partenza del giro sono probabilmente i suoi figli.
Al 28° mi fermo al ristoro del furgone della Redbull per bere un po’ d’acqua. Le casse sparano la musica davvero alta, e che musica!!! Praticamente una serie di fantastiche hit anni ‘80 che mi danno una carica pazzesca. Poco prima del 30° decido di mangiare un gel, e di bere qualcosa al ristoro principale. Qui la musica non è altrettanto bella ma soprassediamo. Cose giovini insomma. :wink: Bevo un po’ di the caldo ma è tristemente senza zucchero. Decido allora di provare con la coca cola. So che non si improvvisa l’integrazione durante una gara, ma è buona e dolce e non riesco a resistere. Quando riprendo a correre sono un po’ affaticata. Mi rendo conto che il ritmo è calato e ho perso brillantezza, comincio ad essere stanca. Qualche pensiero di sconforto si insinua nella testa. Non riuscirò a finirla, sono cotta e non sono neanche a metà… Al giro successivo torno a fermarmi e bevo coca cola. Niente non riesco a tirarmi su. Siamo al 35°, prova a tener duro almeno fino a 50°, poi ti ritiri. Ad ogni giro ti fermi e bevi, ogni due giri mangi anche un gel. Dai tre giri e ti ritiri, fa nulla.
In preda a questi pensieri sconsolati, mentre cammino la rampetta appena prima del ristoro del 45°, mi appare come un angelo il volto di Sylvietta, dagli inconfondibili capelli rossi raccolti sulla testa, è stranamente al di là delle transenne… La saluto, lei ricambia, le dico che non ce la faccio più e voglio ritirarmi, è troppo dura pensare di fare altri 6 giri, sono troppi. Ma no! Tu ce la fai!!!!! Sono proprio a terra e le sue parole in questo momento mi danno un conforto incredibile. Anche la signora gentile del banchetto di ritiro pettorali si avvicina per chiedermi se sto bene. Dopo un numero indefinito di bicchieri di coca cola provo a ripartire, passo sotto il gonfiabile e lo speaker torna ad osannare come ad ogni giro. Ma non sento proprio di meritarmelo, vorrei dirgli lascia perdere che qua sto mollando tutto. Fa nulla. Subito dopo, inaspettatamente, vedo il moroso a fare il tifo. Sorriso stampa x foto. Non ce la faccio più dico. Quanti giri ti mancano? Sei. Dai dai forza!!!! Riparto anche se senza crederci troppo. Se finisco questo giro posso ritirarmi e avere la medaglia della 50. Va bene così. Passo il furgoncino psichedelico e trovo dietro la curva Andrea, chinato sul ciglio del percorso. Mi fermo. Tutto bene? Un po’ di crampetti. Dai che passano gli dico. Ripartiamo assieme pianissimo, gli dico avevi ragione tu, sono partita troppo forte e adesso sono scoppiata. Sto pensando di fermarmi a 50. :pale: Ma no scherzi? No no si continua! Pianino ma si continua! E’ incredibile il suo ottimismo mentre cerca di gestire i crampi… Chiedo quante ultra ha già fatto. Questa è la 50esima!!! Caspita, tanta tanta stima. :hail: Concludiamo il giro, lui si ferma e va in bagno, io quasi in automatico mangio un gel e bevo coca. Va beh, proviamo, prova, vai avanti, pensa un giro alla volta. Prova. Vedo Silvia che mi urla “hai fatto un giro velocissimo! Dai che ce la fai!”. Sotto il gonfiabile di nuovo la signora gentile ad incitarmi, e così sarà per ogni giro.
Non so cosa sia accaduto, forse le parole di Silvia, il volto del mio moroso, l’incontro con il super ultra Andrea, la sua grinta nonostante l’età e i crampi, l’aver rallentato un giro, o forse i gel che cominciavano ad andare in circolo. Fatto sta che è cambiato qualcosa. Ho tenuto duro e iniziato a pensare ad un giro alla volta. Pensare ai giri (non ai km, sono troppi da gestire mentalmente) aiuta. Anche i giri, che stavano diventando inesorabilmente sempre uguali a se stessi, proprio per questo hanno iniziato a divenire riferimenti rassicuranti. Gonfiabile, speaker, signora gentile, fotografo, curva, sottopasso, curva, tifo, RedBull, tifo, bimba, fiume, due curve, altro sottopasso e sei di nuovo al ristoro e fai quattro passi. Un giro mangi e bevi e uno bevi soltanto. Arriva ai 60° almeno, è circa il tuo personale, puoi farcela.
Gira e rigira mi rendo conto che ho perso il numero dei giri, me ne mancano 4 e non 5!!! Mi pervade un brivido di gioia. Solo 4. Puoi farcela, uno lo corri e tre li cammini. Puoi camminarli, fa nulla. La fatica di fa sentire, soprattutto ogni volta che riparto dopo essermi fermata al ristoro. Le gambe non le sento esattamente in forma. Sto andando pianino, ma vado.
Ormai il sole sta calando dietro ai monti, la metà controvento del giro è quasi al buio, e comincia a fare freddo.
Forza, meno tre giri, uno lo corri e due li cammini.
Comincia ad esserci poca gente sul percorso, gli staffettisti avranno già finito tutti, anche parecchi della 50. Tantissimi camminano. Io incito tutti quelli che supero, come da qualche ora a questa parte.
Forza ci sei quasi, furgoncino, tifo (non c’è più la bimba), fiume, due curve, sottopasso, cammini, coca cola. Ne mancano solo due, uno lo corri uno lo cammini. Ecco puntualissimo il moroso che mi allunga la frontale. Mancano solo due giri, gli dico. Bravissima! Metto la torcia in tasca, ormai le tasche sono vuote perché mi sono pappata tutti i gel. Forza, solo due. Penso ad Andrea, chissà a che punto è, chissà se gli sono passati i crampi. Penso a tutto quello che ho fatto per essere qui, alle persone che mi aspettano a casa, che stanno facendo il tifo. Per un attimo mi vergogno di aver pensato di fermarmi qualche ora fa. La luce ormai è quasi calata del tutto, ma conosco a memoria la traiettoria da seguire per non entrare nelle pozzanghere…
Gli organizzatori hanno acceso le fiaccole lungo il percorso ed è molto suggestivo.
Ultimo passaggio, niente gel, coca cola al volo e via, ne manca solo uno solo uno solo uno. Tolgo lo scaldacollo leggero col tricolore e lo giro attorno al polso, pronto per dopo, metto quello pesante, posiziono la frontale e la accendo. E’ l’ultimo giro, è quasi fatta. Ora è completamente buio, c’è solo il lieve bagliore delle fiaccole, sembra quasi un altro percorso. Comincio a ripetermi la sequenza di azioni da fare prima dell’arrivo. Spegni la frontale, prendi la mantalla, spegni il gps. Saluto con poche forze ma con tanta gratitudine per l’ultima volta gli organizzatori che incitano lungo il percorso, vorrei abbracciarli tutti. Però magari un’altra volta che ora non vedo l’ora di finire questa agonia. Bello eh ma non vedo l’ora di arrivare… Continuo a ripetermi la sequenza. Frontale, mantalla, gps. Ecco il tratto col fiume, le curve. Forza manca solo 1 km. Frontale, mantalla, gps. Incito una ragazza davanti a me che cammina, lei riprende a correre. Le faccio luce con la frontale, in questo tratto è proprio buio, il sottopasso è proprio completamente buio. Mi ringrazia e corre via. Ci sei, per l’ultima volta la rampa, per l’ultima volta il ristoro, l’ultimo rettilineo. Comincio a non capirci più nulla. Spengo la frontale, prendo la mantalla e inizio a sventolarla anche se al buio non si vede nulla. Sorrido come un’ebete mentre abbraccio la signora gentile dell’organizzazione che mi ha preso a cuore :vicini: Mi accompagna a prendere la medaglia. Un paio di foto davanti al tabellone dei tempi. Il gps lo dimentico (sono una causa persa). Penso solo che ho freddo. Barcollo ma sto in piedi. Il moroso mi accompagna verso il deposito borse, aspetta dico, devo salutare l’organizzatore ](*,) Decisamente vaneggio… L’organizzatore si accorge che sono la seconda donna e chiama lo speaker per intervistarmi con tanto di microfono… No vi prego che mi vergogno e non so l’inglese e non sto capendo nulla… :oops: Segue intervista imbarazzantissima in cui vaneggiando ho bofonchiato cose a caso, alla domanda “tornerai il prossimo anno?” devo aver risposto tipo “ E’ bellissimo!”. :-# Per fortuna si sono accorti che non ero proprio a posto e mi han lasciato andare.
Ho tanto freddo. Bevo tutto d’un sorso il mio integratore recuperato dalla borsa, che però è stato tutto il giorno al gelo, è ghiacciato e mi da il colpo di grazia. Inizio a tremare come una foglia e non riesco a smettere, continuo a tremare anche sotto la doccia. Negli spogliatoi una ragazza attacca bottone e condividiamo stanchezza e fatica di fare movimenti solitamente semplici (tipo togliersi le scarpe), non sono in forma e non so l’inglese ma un po’ a gesti un po’ sorridieannuisci :stordita: ci capiamo. Stordita come sono, non mi sono neanche resa conto che fosse la vincitrice, la ritroverò un’ora dopo sul podio :hail:
Dopo una ventina di minuti di phon x asciugare i 6kg di capelli (e per scaldarmi) smetto di tremare, raggiungo il moroso e finalmente posso reintegrare con the caldo, iota (una specie di minestra di crauti con dentro non ben specificate salsicce) pane, frutta, krapfen.
Ci dirigiamo in palestra, c’è un podio gonfiabile da cui mi immagino di inciampare sicuramente. C’è un bel clima, sembrano tutti amici. Io mi sento meglio, anche se sono cotta, e sono felice. Non riesco a capacitarmi di come ma ce l’ho fatta. Sul podio ho un sorriso a 99 denti e nonostante l’emozione non inciampo. Per fortuna non salgo mai sul gradino più alto :smoked:
E’ un’emozione così bella che vorrei abbracciare tutti e ringraziare tutti. So di avere gli occhi che brillano mentre stringo il trofeo delicatamente manco fosse un neonato perché non si rompa. E così lo terrò per tutto il viaggio in auto, mentre il santo moroso si sorbisce il racconto della gara in anteprima :blah: (che 8h ad aspettarmi al freddo non bastavano...)

Ecco, è tutto qui. Spero di essere riuscita a condividere l’emozione. Perché era davvero tanta. Grazie a tutti voi per avermi sempre sostenuto

E grazie a chi è passato di qui :flower:
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Claudietta791
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Re: [DIARIO] di una runnerina solitaria

Messaggio da Claudietta791 »

Bravissima :hail:
Anche per il racconto :D
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Miro 69
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Re: [DIARIO] di una runnerina solitaria

Messaggio da Miro 69 »

Sei riuscita a trasmettere tutte le emozioni che hai vissuto in questo bel racconto e sono sicuro che più di uno di noi si è ritrovato tra queste righe(anche se per distanze diverse)più di uno di noi,si è perso per poi ritrovarsi a stringere i denti e portare a casa un risultato insperato, per questo sono sicuro che la gioia sarà ancora più grande.
Tutto in un abbraccio. :vicini:
Ultima modifica di Miro 69 il 16 dic 2019, 20:53, modificato 1 volta in totale.
21,097 Km -1h56'07"-Garda Trentino HM 2013
29 Km -2h57'18"- Corsa del Principe 2017
42,195 Km - 4h29'36"- XXI Maratona di Ravenna 2019


Ritorneremo al punto di partenza, per conoscerlo la prima volta.
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Claudietta791
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Re: [DIARIO] di una runnerina solitaria

Messaggio da Claudietta791 »

Dimenticavo. Complimenti anche al tuo fidanzato.
Ho aspettato anche io molte volte, di notte, per ore, senza lamentarmene mai :wink: : è un segno d'amore :flower:
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gambacorta
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Re: [DIARIO] di una runnerina solitaria

Messaggio da gambacorta »

non potevo non passare a leggerti ..... mi sa che hai scoperto una dimensione nuova della corsa e mi sa che te ne stai innamorando .... splendido racconto, splendida gara!! :flower:
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fai correre anche tu il :pig: scopri->qui<-come!
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elisa udine
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Re: [DIARIO] di una runnerina solitaria

Messaggio da elisa udine »

Miro :vicini:
Claudia grazie :vicini: anche da parte sua :D ora si sente meno solo :mrgreen:
Mauro grazie :flower: si credo sia proprio la mia dimensione. percorsi piatti però eh, mica le robe assurde che fate voi :smoked:
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gandrea
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Re: [DIARIO] di una runnerina solitaria

Messaggio da gandrea »

complimenti bel racconto . io avrei difficoltà anche in bicicletta :mrgreen:
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Valby
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Re: [DIARIO] di una runnerina solitaria

Messaggio da Valby »

Leggere un racconto del genere dà emozioni pure!!! Ma come fate voi ultramaratoneti!!! È vero però che anche chi corre distanze minori conosce questo balletto con la fatica... Bravissima!

Piccola nota che mi ha fatto sorridere la bellezza del contrasto di questa impresa e la navetta per far fare 500 metri agli ultramaratoneti! :D
Su runforfun.eu le info e i miei racconti di viaggi e corsa :beer:
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Beppogo
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Re: [DIARIO] di una runnerina solitaria

Messaggio da Beppogo »

@elisa udine gran bel racconto !

“…e so solo che devo correre. Piano mi dico, ma che me lo dico a fare che so che non mi ascolto.” Qui mi riconosco anche io

“…proprio per questo hanno iniziato a divenire riferimenti rassicuranti. Gonfiabile, speaker, signora gentile, fotografo, curva, sottopasso, curva, tifo, RedBull, tifo, bimba, fiume, due curve, altro sottopasso e sei di nuovo al ristoro e fai quattro passi. “ Mi sa che qui hai messo il pilota automatico, ed é stata la scelta giusta secondo me, e come quando dici comincio ad arrivare alla curva, poi arrivato alla curva penso ad arrivare al tratto alberato, e cosi via…

E poi anche l'intervista !!! ancora complimenti !!!

"percorsi piatti però eh, mica le robe assurde che fate voi " mah non è che fra un po ti vediamo cimentarti con qualche trail ? l'abbigliamento da portarsi addosso c'è, il carico di barrette anche, la signora Bora la conosci, o almeno la sentita nominare... ti manca un po di dislivello, ma hai le montagne a portata di mano...
Lupu ululà e castello ululì
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