Perché ci facciamo del male?

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Perché ci facciamo del male?

Messaggio da d1ego » 17 lug 2018, 22:00

Questo post sarebbe dovuto andare in infortuni e terapie ma non sapendo come mi sarebbe uscito e come sarebbe stato recepito ho deciso di sondare il terreno qui.
Leggo di persone che chiedono consiglio perché hanno un problema fisico, di un genere qualunque, fate voi, dalla stanchezza alle fratture da stress. In genere qualcuno gli da un consiglio sensato tipo "riposa" o "vai da un medico, uno bravo" ma non è la risposta che vogliono sentirsi dare. Vogliono soltanto il trucco per potersi allenare di più. Sanno bene che il problema che lamentano è dovuto proprio ad un allenamento sbagliato ma rifiutano di smettere o di cambiare drasticamente. Se cambiassi scarpe? Se seguissi la tabella di tizio invece che di caio? Se allungassi ancora i lunghi o velocizzassi i veloci? Sarà colpa del caldo ma lo ignoro così quando arriva il fresco sarò più avvantaggiato... Il cardiofrequenzimetro mi dice che devo andare a 120bpm ma secondo me è troppo poco, voglio andare a 140... I passi nell'allenamento si devono impostare rispetto al risultato di una gara recente ma io li voglio impostare rispetto al tempo che voglio fare nella prossima...

Io mi chiedo, che malattia è questa? Come si cura?
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Miro 69
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Re: Perché ci facciamo del male?

Messaggio da Miro 69 » 17 lug 2018, 22:36

Si chiama dipendenza, si cura con un po di cognizione o con un bravo psichiatra.
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Re: Perché ci facciamo del male?

Messaggio da pippotek » 17 lug 2018, 22:47

Però è anche vero che gli infortuni sono di naura diversa, alcuni impongono lo stop, come una frattura da stress, ma per un dolorino muscolare come ci si comporta? Per una leggera infiammazione? Poi teniamo presente che si infortunano anche i top runner seguiti da super allenatori, quelli non fanno di certo gli allenamenti di testa loro. Provo a rispondere alla domanda, la malattia è: voglia di migliorare, o perlomeno di non peggiorare stando fermo a lungo.
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Re: Perché ci facciamo del male?

Messaggio da Miro 69 » 17 lug 2018, 22:53

Pippo, se è un po' che corri però hai anche imparato a conoscere te ed il tuo corpo, sai che se forzi un recupero potresti cronicizzare una cosa che magari è banale.
Tanto per fare un esempio, io la penso così, a volte ci prendiamo dei rischi oppure no, dipende dalla persona e da quello che ha in ballo in quel momento.

:beer:
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Re: Perché ci facciamo del male?

Messaggio da pippotek » 17 lug 2018, 23:10

Miro, sì sì sono d'accordo. Però capita anche che stando fermi non si risolva ugualmente il problema, quindi sconforto è doppio, e più passa il tempo più sale la frustrazione. Io sto fermo solo se zoppico o se il dolore aumenta durante la corsa. Se sono acciaccato lascio perdere la qualità ma qualcosa cerco di fare sempre.
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Re: Perché ci facciamo del male?

Messaggio da Miro 69 » 17 lug 2018, 23:29

Come dicevo prima è tutto molto soggettivo, io sono cintura nera di kinesio taping ormai.

scusa d1ego se sono stato un po' tranchant, brutta serata :beer:
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Re: Perché ci facciamo del male?

Messaggio da Wannabe-runner » 17 lug 2018, 23:31

Perché ci facciamo del male? Bella domanda, io propendo per la teoria di Miro, anzi ho un aneddoto in proposito, ho bazzicato della gente che si allenava seriamente, un tipo aveva preso l'allenatore perché voleva migliorare i già eccellenti risultati e evitare i frequenti infortuni che curava facendo miliardario il produttore di Aulin e simili, non molto tempo dopo il tipo si lamentava dell'allenatore perché gli aveva detto che non migliorava e si infortunava perché si allenava 7 giorni su 7, e che serviva anche il riposo.
Ci vuole un fisico bestiale per resistere agli urti della vita :rambo:
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Re: Perché ci facciamo del male?

Messaggio da pippotek » 17 lug 2018, 23:36

"io sono cintura nera di kinesio taping ormai"
@Miro forte! Funziona? Funzionicchia?
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Re: Perché ci facciamo del male?

Messaggio da Miro 69 » 17 lug 2018, 23:47

Funziona alla grande :wink:
Testone autodidatta, acquisto km di nastro sull'Amazzone.
ormai l'ho provato su tutti i muscoli, specializzato polpaccio dx.
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Re: Perché ci facciamo del male?

Messaggio da d1ego » 18 lug 2018, 5:11

Anche I professionisti seguiti da top allenatori si infortunano, è vero, ma loro sono professionisti, appunto. Correre è il loro lavoro e per non compromettere la stagione si prendono qualche rischio in più anche se sono sempre sul filo del rasoio perché per non compromettere la stagione rischiano di compromettere la carriera.
È bello avere voglia di migliorarsi ma a che costo? E poi, si tratta di "voglia" o di bisogno? Perché questa frustrazione se non si corre? Magari non è necessario stare fermi, magari ci si può dedicare ad un Cross training meno traumatico su quel problema anzi magari terapeutico...
Non sarebbe più sano fermarsi a riflettere su questa frustrazione e cercare di capire il motivo di questo bisogno? Tante volte anche soltanto acquisire consapevolezza dei motivi che ci spingono a comportarci in un determinato modo è già un bel passo verso la guarigione.
È così insopportabile non migliorarci? Negativo, certo, ma insopportabile al punto di generare frustrazione? Possiamo migliorarci soltanto con la corsa? Magari anche l'introspezione ci migliora...
Miro, non sei stato tranchant, anzi. Il post è volutamente provocatorio.
Dici hai frequenti fastidi al polpaccio destro: a parte il taping che, credo, allevia il sintomo, hai provato ad intervenire sulle cause?
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