L'efficienza Tecnica - Appoggio & Rullata

Discussioni sui vari tipi di appoggio e stile di corsa

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wmic
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Re: L'efficienza Tecnica - Appoggio & Rullata

Messaggio da wmic » 10 ott 2011, 8:53

Interessante. In particolare trovo molto pertinente e utile per capirsi, la distinzione fra contatto e appoggio :study:
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Alba
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Re: L'efficienza Tecnica - Appoggio & Rullata

Messaggio da Alba » 10 ott 2011, 11:10

Cosa ho combinato con questo Topic... :quote: :cheerleader:

Io la penso come Orlando, Orlando Pizzolato:

APPOGGIO
Esistono due tipi di appoggio sul terreno: con il tallone e sull'avampiede. Come distinguerlo? Solitamente è il rumore dell'impatto con il terreno a farti capire se appartieni alla 1^ o alla 2^ categoria. Se l'impatto con il terreno è rumoroso (del tipo ciap, ciap), ciò indica che atterri prevalentemente sul tallone e che la tua corsa è poco elastica. Se invece non c'è nessun, o solamente, un minimo rumore, allora la tua corsa è particolarmente reattiva, ed è quest'ultima la tecnica che va ricercata. Chi atterra prevalentemente sul tallone lo fa perché, o corre con le ginocchia bloccate, oppure perché fa un passo troppo lungo. Per migliorare il tipo di appoggio durante l'allenamento fai dei brevi tratti (50m) di corsa in pianura in cui t’impegni a spingere soprattutto con l'avampiede. In questo modo sottoponi la caviglia ad una maggiore mobilità, ed anche il ginocchio, che di conseguenza avanzerà di più, sarà meno bloccato. Non devi comunque correre sulla punta dei piedi perché affaticheresti molto i polpacci, ma fai una specie di "rullata" tra la parte mediana e l'avampiede.
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Re: L'efficienza Tecnica - Appoggio & Rullata

Messaggio da wmic » 10 ott 2011, 11:24

Alba ha scritto:Cosa ho combinato con questo Topic... :quote: :cheerleader:
:asd2: :D :mrgreen:
Eh sì, hai scoperto un vespaio! :beer:
è un terreno molto delicato, che ha già di suo parecchie controversie e punti di vista estremamente differenti. Forse più ancora che la discussione sullo stretching! :-#
Io mi ero anche riproposto di non intervenire più, ma non ho saputo trattenermi. ](*,)
:beer:
Ad ogni modo credo sia sempre interessante confrontarsi, al di là della divergenza di opinioni, in maniera da farsi una panoramica il più possibile completa della questione per poterla valutare personalmente alla base delle proprie esperienze e conoscenze. Magari sbagliando, ma in modo ragionato ed autonomo. :beer:
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Re: L'efficienza Tecnica - Appoggio & Rullata

Messaggio da federico_e » 10 ott 2011, 11:40

io credo che in un podista "standard" :D , sia sopratutto una questione di velocità, mi spiego meglio:
durante la corsa "lenta" intesa come con poca spinta, il baricentro rimane più arretrato e la rullata presuppone un contatto col tallone più o meno evidente a seconda delle caratteristiche tecniche del corridore,
nella corsa "veloce" ovvero in "spinta" (senza arrivare alle discipline della velocità che sono altra cosa) , il baricentro avanza e diventa quasi impossibile atterrare sul tallone perchè questi rallenterebbe/impedirebbe il gesto atletico.
tutto ciò dal bassissimo della mia esperienza :mrgreen: e provato usando me stesso come cavia :D :D
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edy
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Re: L'efficienza Tecnica - Appoggio & Rullata

Messaggio da edy » 10 ott 2011, 12:49

Alba ha scritto:Cosa ho combinato con questo Topic... :quote: :cheerleader:

Io la penso come Orlando, Orlando Pizzolato:

APPOGGIO
Esistono due tipi di appoggio sul terreno: con il tallone e sull'avampiede. Come distinguerlo? Solitamente è il rumore dell'impatto con il terreno a farti capire se appartieni alla 1^ o alla 2^ categoria. Se l'impatto con il terreno è rumoroso (del tipo ciap, ciap), ciò indica che atterri prevalentemente sul tallone e che la tua corsa è poco elastica. Se invece non c'è nessun, o solamente, un minimo rumore, allora la tua corsa è particolarmente reattiva, ed è quest'ultima la tecnica che va ricercata. Chi atterra prevalentemente sul tallone lo fa perché, o corre con le ginocchia bloccate, oppure perché fa un passo troppo lungo. Per migliorare il tipo di appoggio durante l'allenamento fai dei brevi tratti (50m) di corsa in pianura in cui t’impegni a spingere soprattutto con l'avampiede. In questo modo sottoponi la caviglia ad una maggiore mobilità, ed anche il ginocchio, che di conseguenza avanzerà di più, sarà meno bloccato. Non devi comunque correre sulla punta dei piedi perché affaticheresti molto i polpacci, ma fai una specie di "rullata" tra la parte mediana e l'avampiede.
Dal forum di Orlando Pizzolato:

"L’azione di corsa varia gradatamente in proporzione alla velocità di corsa perché lo spostamento del baricentro avviene con tempi sempre più rapidi. Il corpo si adatta automaticamente a queste variazioni di velocità favorendo il rapido spostamento dei vari segmenti strutturali. E’ automatico trovarsi a correre con le spalle leggermente più avanti, con il bacino un po’ più alto, con il ginocchio che avanza che ha un angolo di chiusura più marcato e che la gamba che spinge arriva alla distensione di 180°. Anche la caviglia del piede che spinge a terra amplia il proprio angolo.
Non varia di molto invece il modo in cui il piede entra in contatto con il terreno, a meno che non si corra a velocità molto elevate, come avviene per uno sprinter: il piede entra in contatto praticamente sempre allo stesso modo e ciò dipende dalla conformazione strutturale dei tendini e dei muscoli estrinseci del piede (quelli che formano il polpaccio). A variare sono i tempi di contatto con il terreno, che si possono dimezzare, fino ad arrivare a 200 millesimi di secondo.
Lo spostamento rapido del baricentro porta a ridurre considerevolmente il tempo di contatto del tallone, limitato solo alla fase di atterraggio del piede, perché la velocità di avanzamento è elevata ed il corpo necessita di una propulsione elevata, che si caratterizza per un maggior lavoro dell’avampiede.
Queste azioni non sono e non possono essere volontarie: è davvero difficile pensare a spingere adeguatamente con i piedi ad ogni falcata. L’attenzione dopo alcuni si attenua e l’atleta procederebbe correndo com’è il suo modo naturale. Per migliorare l’azione di spinta dei piedi si devono svolgere esercitazioni specifiche che coinvolgono sia l’apparato muscolare sia il sistema nervoso. Si tratta di eseguire esercizi nei quali si enfatizza la reattività e la risposta elastica dei muscoli.

Scritto da Orlando Pizzolato 19/03/2010 08:09:28"

E con questo credo di poter dire goodbye all'atterraggio sull'avampiede :mrgreen:
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Re: L'efficienza Tecnica - Appoggio & Rullata

Messaggio da Alba » 10 ott 2011, 12:55

edy ha scritto:
Alba ha scritto:Cosa ho combinato con questo Topic... :quote: :cheerleader:

Io la penso come Orlando, Orlando Pizzolato:

APPOGGIO
Esistono due tipi di appoggio sul terreno: con il tallone e sull'avampiede. Come distinguerlo? Solitamente è il rumore dell'impatto con il terreno a farti capire se appartieni alla 1^ o alla 2^ categoria. Se l'impatto con il terreno è rumoroso (del tipo ciap, ciap), ciò indica che atterri prevalentemente sul tallone e che la tua corsa è poco elastica. Se invece non c'è nessun, o solamente, un minimo rumore, allora la tua corsa è particolarmente reattiva, ed è quest'ultima la tecnica che va ricercata. Chi atterra prevalentemente sul tallone lo fa perché, o corre con le ginocchia bloccate, oppure perché fa un passo troppo lungo. Per migliorare il tipo di appoggio durante l'allenamento fai dei brevi tratti (50m) di corsa in pianura in cui t’impegni a spingere soprattutto con l'avampiede. In questo modo sottoponi la caviglia ad una maggiore mobilità, ed anche il ginocchio, che di conseguenza avanzerà di più, sarà meno bloccato. Non devi comunque correre sulla punta dei piedi perché affaticheresti molto i polpacci, ma fai una specie di "rullata" tra la parte mediana e l'avampiede.
Dal forum di Orlando Pizzolato:

"L’azione di corsa varia gradatamente in proporzione alla velocità di corsa perché lo spostamento del baricentro avviene con tempi sempre più rapidi. Il corpo si adatta automaticamente a queste variazioni di velocità favorendo il rapido spostamento dei vari segmenti strutturali. E’ automatico trovarsi a correre con le spalle leggermente più avanti, con il bacino un po’ più alto, con il ginocchio che avanza che ha un angolo di chiusura più marcato e che la gamba che spinge arriva alla distensione di 180°. Anche la caviglia del piede che spinge a terra amplia il proprio angolo.
Non varia di molto invece il modo in cui il piede entra in contatto con il terreno, a meno che non si corra a velocità molto elevate, come avviene per uno sprinter: il piede entra in contatto praticamente sempre allo stesso modo e ciò dipende dalla conformazione strutturale dei tendini e dei muscoli estrinseci del piede (quelli che formano il polpaccio). A variare sono i tempi di contatto con il terreno, che si possono dimezzare, fino ad arrivare a 200 millesimi di secondo.
Lo spostamento rapido del baricentro porta a ridurre considerevolmente il tempo di contatto del tallone, limitato solo alla fase di atterraggio del piede, perché la velocità di avanzamento è elevata ed il corpo necessita di una propulsione elevata, che si caratterizza per un maggior lavoro dell’avampiede.
Queste azioni non sono e non possono essere volontarie: è davvero difficile pensare a spingere adeguatamente con i piedi ad ogni falcata. L’attenzione dopo alcuni si attenua e l’atleta procederebbe correndo com’è il suo modo naturale. Per migliorare l’azione di spinta dei piedi si devono svolgere esercitazioni specifiche che coinvolgono sia l’apparato muscolare sia il sistema nervoso. Si tratta di eseguire esercizi nei quali si enfatizza la reattività e la risposta elastica dei muscoli.

Scritto da Orlando Pizzolato 19/03/2010 08:09:28"

E con questo credo di poter dire goodbye all'atterraggio sull'avampiede :mrgreen:
Sono d'accordo...

"L’azione di corsa varia gradatamente in proporzione alla velocità di corsa perché lo spostamento del baricentro avviene con tempi sempre più rapidi. Il corpo si adatta automaticamente a queste variazioni di velocità favorendo il rapido spostamento dei vari segmenti strutturali. E’ automatico trovarsi a correre con le spalle leggermente più avanti, con il bacino un po’ più alto, con il ginocchio che avanza che ha un angolo di chiusura più marcato e che la gamba che spinge arriva alla distensione di 180°. Anche la caviglia del piede che spinge a terra amplia il proprio angolo.
Non varia di molto invece il modo in cui il piede entra in contatto con il terreno, a meno che non si corra a velocità molto elevate, come avviene per uno sprinter: il piede entra in contatto praticamente sempre allo stesso modo e ciò dipende dalla conformazione strutturale dei tendini e dei muscoli estrinseci del piede (quelli che formano il polpaccio). A variare sono i tempi di contatto con il terreno, che si possono dimezzare, fino ad arrivare a 200 millesimi di secondo.
Lo spostamento rapido del baricentro porta a ridurre considerevolmente il tempo di contatto del tallone, limitato solo alla fase di atterraggio del piede, perché la velocità di avanzamento è elevata ed il corpo necessita di una propulsione elevata, che si caratterizza per un maggior lavoro dell’avampiede.
Queste azioni non sono e non possono essere volontarie: è davvero difficile pensare a spingere adeguatamente con i piedi ad ogni falcata. L’attenzione dopo alcuni si attenua e l’atleta procederebbe correndo com’è il suo modo naturale. Per migliorare l’azione di spinta dei piedi si devono svolgere esercitazioni specifiche che coinvolgono sia l’apparato muscolare sia il sistema nervoso. Si tratta di eseguire esercizi nei quali si enfatizza la reattività e la risposta elastica dei muscoli.
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Re: L'efficienza Tecnica - Appoggio & Rullata

Messaggio da edy » 10 ott 2011, 13:02

Grazie :mrgreen: ma so leggere abbastanza bene: "ridurre" non vuol dire "eliminare". Tra l'altro è molto interessante anche questa frase: "Non varia di molto invece il modo in cui il piede entra in contatto con il terreno, a meno che non si corra a velocità molto elevate, come avviene per uno sprinter".
Quello scritto da Pizzolato è in linea con tutto quello che ho scritto e riportato finora.
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Re: L'efficienza Tecnica - Appoggio & Rullata

Messaggio da Alba » 10 ott 2011, 13:07

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Calogero
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Re: L'efficienza Tecnica - Appoggio & Rullata

Messaggio da Calogero » 10 ott 2011, 13:16

@wmic : volevo precisare a proposito dello stretching.... :mrgreen: Comunque mi dispiacerebbe non leggere il tuo punto di vista
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Re: L'efficienza Tecnica - Appoggio & Rullata

Messaggio da edy » 10 ott 2011, 13:57

Più o meno anch'io... ma per me quello non è toccare terra sull'avampiede. La rullata è molto veloce e va subito sull'avampiede ma il contatto col tallone c'è, si vede benissimo nei primi secondi del video, basta fare un paio di fermo immagini e becchi il momento del contatto, ed anche in seguito si vede abbastanza chiaramente la punta rivolta verso l'alto nel momento del primissimo contatto. Certo ha uno stile molto leggero per l'età e carica subito sull'avampiede ma corre in rullata. Poi non so più che dire, più della mia esperienza personale, di quello che vedo fare ai grandi campioni ed anche agli amatori, della tipologia di scarpa che prediligono la rullata, di quello che riportano testate di una certa fama e competenza e delle stesse affermazioni di Pizzolato sulla rullata... personalmente qui si chiude il mio contributo a questio topic :beer:
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