L'efficienza Tecnica - Appoggio & Rullata

Discussioni sui vari tipi di appoggio e stile di corsa

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tomaszrunning
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Re: L'efficienza Tecnica - Appoggio & Rullata

Messaggio da tomaszrunning » 23 giu 2018, 17:15

magari a qualcuno interesserà questo filmato
https://www.youtube.com/watch?v=EBvEbgMsB3M
10K 42'48'' 01/5/14 Aulla
21K 1:35'41" 18/1/15 Torre del Lago
42K 3:27'06'' 14/12/18 Pisa
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freddy
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Re: L'efficienza Tecnica - Appoggio & Rullata

Messaggio da freddy » 25 giu 2018, 9:09

Grande Daniele..
Pb:10k 41:38 Notturna S.Giovanni 20/6/2015 Mezza 1:29:17 Pisa 8/10/2017 Maratona 3:19:41 Milano 08/04/2018 passatore 11:05:44 26/5/2018
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susodueto
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Re: L'efficienza Tecnica - Appoggio & Rullata

Messaggio da susodueto » 27 giu 2018, 12:18

guardate che bel video di Gebrselassie a piedi nudi
https://www.youtube.com/watch?v=Tek2JuR ... ek2JuRcO_w
10km a 44'56'' - PolimiRun 2019 - Milano - 19 Mag '19
21,097km a 1:39'48'' - 37' Berliner Halbmarathon - 2 Apr '17
42,195km a 3:45'26'' - Maratona Valencia - 2 Dic '18
prossimo obiettivo - Maratona Reggio Emilia 2019 - 8 Dic '19
Immagine
fredyguarin14
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Re: L'efficienza Tecnica - Appoggio & Rullata

Messaggio da fredyguarin14 » 16 apr 2019, 15:28

Ragazzi sto thread è meraviglioso ed ogni volta me lo leggo dall'inizio alla fine per prendere spunto da altri parere ed esperienze. Detto questo, voglio, a quasi un anno dall'ultimo messaggio, rispolverare il tutto con la mia opinione. Scriverla mi farà bene e forse sarà spunto di riflessione.
Ho letto tanto in questi mesi, ho incrociato informazioni di video e canali youtube, di autori più o meno famosi, di siti, soprattutto ho acquistato libri di gente autorevole e specialisti del settore, ho ascoltato consigli, sono stato attento a tutto quello che mi circondava nella tematica "appoggio".
Si può dire che sia diventato un po' esperto anche io in questo campo meraviglioso. Ebbene, a mio avviso l'appoggio è conseguenza di tanti, troppi fattori. Può derivare da una scoliosi, da una rotazione del bacino su piano sagittale, da una malocclusione di un dente, da un ascesso, da una postura sbagliata nel corso degli anni, da una distorsione ad una caviglia, da un'anomalia nella vista e da tanti infiniti fattori. Vi parla uno che ha una dismetria falsa ad una gamba di circa 14 mm (misurata su scansioscintografia con carta millimetrata) data proprio da una rotazione anomala del bacino. Ebbene, dopo aver corso tanti mesi senza apparenti problemi alla fine, esagerando col carico, ho avuto problemi alla maledetta bandelletta ileotibiale che mi ha portato a fare visita a fisiatri, osteopati, radiografie, risonanze e tutto il circuito vario. Mi hanno prescritto plantari con rialzo (fortunatamente me ne sono liberato dopo qualche settimana), mi hanno detto che la corsa non è adatta al mio corpo e cose così.
Dall'alto (o basso, umilmente) della mia breve esperienza posso dire che non esiste un tipo di appoggio univoco per tutti. Dipende da troppi fattori. Per esempio, io che carico più da un lato avrò sicuramente due appoggi del piede diversi e che il corpo (macchina perfetta) cercherà di compensare durante la corsa. Da qualche mese sto cercando di cambiare il mio modo di correre, di renderlo più naturale, ma se debbo dirmi come correvo prima non mi ricordo neanche! Ma vi posso dire che mi godevo di più la mia corsa! Atterrare col tallone è sbagliato, bisogna usare l'avampiede e il mesopiede, su questo non ho dubbi. Ma a 28 anni cambiare la meccanica di corsa è complicato e penso ci voglia tanto tempo. Adesso che sto variando il tutto riesco a correre anche discretamente, ma i piccoli fastidi non scompaiono magicamente. Credo ci voglia del tempo.
Ma ripeto: a mio avviso il corpo umano dispone da nudo di tutto quello di cui abbiamo bisogno per campare. E quindi se levi le scarpe e corri con avampiede, passi corti e rilassato, ebbene quello è il modo di correre che madre natura ci ha donato!
Le ammortizzazioni e i dropponi al tallone sono una conseguenza dell'avvento dell'asfalto. Correre scalzi su asfalto è deleterio se non per pochi eletti con struttura del piede ben formata. Ma ricreare una corsa "più naturale" a mio avviso si deve e si può fare. Le scarpe col tacco inducono a tallonare, per forza. Io riesco anche a non farlo rispettando postura corretta e in parte richiamo della gamba, ma è molto più difficile. Le scarpe minimaliste hanno bisogno di tempo per l'adattamento. Bisogna trovare la propria strada.
Di massima credo che l'appoggio di avampiede sia ovviamente quello corretto, ma magari c'è gente che tallona una vita ma non si fa male. Io la mia strada non l'ho trovata ancora al 100 %, ma correre a frequenza più alta, di avampiede e mesopiede e stando almeno in parte attento ad atterrare sotto il baricentro senza over striding (si spera) sento che sia la strada giusta. Scalzo no, un minimo di ammortizzazione ci vuole perché il piede non è nato per l'asfalto o il cemento, ma senza dropponi e senza scarponi stretti che limitano la funzionalità del piede.
Nei tempi che furono correvano senza scarpe così ammortizzate e senza dropponi e avevano risultati migliori dei nostri.
Morale della favola, e mi scuso per la lunghezza dell'intervento: no tallone (che deve poggiare dolcemente e solo in secondo momento), si all'avampiede non troppo spinto e al mesopiede stando attenti a stare col passo sotto il baricentro corporeo. No allo scalzismo (non per tutti e almeno non su terreni duri) e a scarpe con drop 14 mm, si a scarpe con protezione ma con drop contenuto o nullo (ma pur sempre con un minimo di protezione se si corre su asfalto).
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ubald
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Re: L'efficienza Tecnica - Appoggio & Rullata

Messaggio da ubald » 16 apr 2019, 15:35

quando dici che il drop e l'ammortizzazione sono conseguenze dell'asfalto dimentichi che invece il drop è stato creato per tentare di allungare la falcata, in avanti, cercando di guadagnare qualcosa nella corsa di resistenza ad ogni falcata. Vero è che l'asfalto è rigido, troppo, ma questo non implica la necessità del drop ( di un poco di ammortizzazione sì).
E comunque cambiare stile a 28 anni è molto agevole (io credo di averlo fatto a 29-30 anni), ma è ancor più agevole se prima si cambia il tipo di scarpa. E in quel caso, se il cambio è radicale non servono nemmeno chissà che esercizi di tecnica, spesso.
se la scarpa invece è troppo ammortizzata a drop lieve o nullo (altra, Hoka) continuerai tendenzialmente ad atterrare di tallone.
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Re: L'efficienza Tecnica - Appoggio & Rullata

Messaggio da fredyguarin14 » 16 apr 2019, 15:40

Io sono fiducioso che le Altra possano darmi una mano perché ammortizzate, ma larghe e senza drop. Se sai correre bene dovrebbero aiutare non trovi?
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Re: L'efficienza Tecnica - Appoggio & Rullata

Messaggio da fredyguarin14 » 16 apr 2019, 15:43

Io cerco un po di ammortizzazione perché, come ho spiegato prima, carico più da un lato a causa della dismetria. Correre solo con minimal potrebbe darmi problemi al tibiale e caviglia.
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ubald
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Re: L'efficienza Tecnica - Appoggio & Rullata

Messaggio da ubald » 16 apr 2019, 15:47

fredyguarin14 ha scritto:
16 apr 2019, 15:40
Io sono fiducioso che le Altra possano darmi una mano perché ammortizzate, ma larghe e senza drop. Se sai correre bene dovrebbero aiutare non trovi?
se non hai ancora effettuato una transizione non ti aiuteranno probabilmente.
La strada giusta è correre distanze molto più brevi con una minimal poco ammortizzata, incrementare pian piano (anche con la dismetria se non assume caratteri patologici).
Di solito così lo stile cambia e puoi permetterti di usare ANCHE scarpe come Altra nella rotazione.
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Re: L'efficienza Tecnica - Appoggio & Rullata

Messaggio da fredyguarin14 » 16 apr 2019, 15:50

Ma guarda che io sostanzialmente sono d'accordo con te su tutto quello che scrivi. Non riesco a regolarmi col chilometraggio è quello il problema. Poi su una cosa non sono pienamente d'accordo: si può correre bene anche con scarpe con drop contenuto.
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Re: L'efficienza Tecnica - Appoggio & Rullata

Messaggio da fredyguarin14 » 16 apr 2019, 15:52

Purtroppo ho notato che dal lato lungo carico troppo sul tibiale con la tecnica natural e mi porta leggero gonfiore e fastidio. Ho paura di beccarmi una periostite.
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