Gastone Breccia, "La fatica più bella"

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zeromaratone
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Re: Gastone Breccia, "La fatica più bella"

Messaggio da zeromaratone » 23 ago 2018, 19:41

Tutte quelle note a piè di pagina scritte in piccolo come se spiegasse la Divina Commedia, rallentano la lettura. O sono cose interessanti e le si mette nel testo oppure si tolgono.
Questo è quello che mi hanno insegnato quando ho fatto CEPU: tu cosa hai fatto? Sorbona?
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phantomfh
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Re: Gastone Breccia, "La fatica più bella"

Messaggio da phantomfh » 23 ago 2018, 21:58

Hai sicuramente ragione tu. Un saluto.
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ClaSco
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Re: Gastone Breccia, "La fatica più bella"

Messaggio da ClaSco » 24 ago 2018, 9:42

Non litigate ragazzi, dai.
Tuttavia, Zeromaratone, finché si danno giudizi di gusto va sempre bene. Quando si dicono inesattezze il discorso cambia. Una nota a piè di pagina ha funzione esplicativa di quanto è scritto nel corpo del testo; viene riportata in calce e con un carattere più piccolo proprio per non appesantire la lettura.
Liquidare la questione con "O sono cose interessanti e le si mette nel testo oppure si tolgono" mi sembra un punto di vista un po' superficiale, no?
Personalmente la chiudo qui, volevo solo segnalare un libro a mio parere molto bello e non certo fomentare una discussione tra due runner.
Buone corse a tutti! :beer:

Essere maratoneta è una fuga dal mondo nel mondo.
(Paolo Maccagno, "Lungo lento. Maratona e pratica del limite", Quodlibet, p. 67).
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dopaminoagonista
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Re: Gastone Breccia, "La fatica più bella"

Messaggio da dopaminoagonista » 23 set 2018, 23:37

Bah!
Francamente non si sentiva il bisogno di un altro Signor Nessuno, auto-referenziante e auto-celebrante, che si mette in cattedra e ci spiega cos'è la maratona e come bisogna correrla per potersi definire un maratoneta. Ci bastava già Albanesi!
Secondo Breccia se non fai la maratona correndo dall'inizio alla fine sempre al massimo delle tue possibilità, allora non puoi dire di aver fatto la maratona. Se non spendi tutte le energie di cui disponi, se non consumi tutte le tue risorse fisiche e mentali, se non arrivi al limite estremo della sopportazione, allora mi dispiace per te, ma non sei un "Vero Maratoneta".
Sono d'accordo che non abbia molto senso passeggiare per 42 Km, ma non c'è solo bianco o nero, ci sono anche le vie di mezzo: si può comunque impegnarsi e far fatica senza per forza morirne o quasi, e magari godersela pure un po'.

Tutta questa esaltazione della sofferenza estrema non la capisco.

Addirittura Breccia arriva a decidere con precisione di quanto si possa sgarrare: se hai un negative split maggiore dell'1%, hai fregato, ti sei trattenuto troppo, non hai corso come si DEVE fare.
Tutto ciò innalzando la propria (necessariamente limitata) esperienza e il proprio punto di vista personale a regola unica generale universale valida per tutti, dai top runner a noi comuni mortali (e anche qui Albanesi Docet). Guarda caso l'1% è proprio quello che è riuscito a fare lui.

Qualcuno ha scritto che dopo averlo letto gli è venuta voglia di correre una maratona. A me se devo essere sincero quasi me la faceva passare... :nonzo:
Il mio diario di viaggio: #road2verona

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