Mezza tra 1h30' ed 1h50' (e variazioni sul tema) Gruppo virtuale aperto d'allenamento (5)

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bully
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Mezza tra 1h30' ed 1h50' (e variazioni sul tema) Gruppo virtuale aperto d'allenamento (5)

Messaggio da bully » 28 ott 2018, 16:15

The mission: Sostenere ed aiutare runner a raggiungere, avvicinarsi o superare i propri obiettivi più o meno prossimi a quelli del titolo ma anche diversi, non ci sottilizziamo!

I "Prerequisiti" sono (per dare un'idea su cosa più o meno serva ad una persona normale per entrare nella finestra, secondo me:
- tempo sui 10K <50' (100'-110'); tempo sui 10K <45' (90'-100')
- 3 uscite settimanali
- Km mensili > 120

Se poi raggiungete l'obiettivo non rispettando quanto sopra mettetelo bene in evidenza per studio ed approfondimento da parte dei 'comuni mortali'.

Ricordo come sempre che tutti i runner sono benvenuti, soprattutto le Pink!, a prescindere dagli obiettivi cronometrici...... l'importante è la simpatia ed il mutuo supporto.

Lo sbeffeggiamento è consentito nello spirito goliardico che ci contraddistingue, vietato prendere e prendersi troppo sul serio e mettere le mani avanti! [-X

Ecco i link ai capitoli precedenti partendo dallo 'storico': Stramilano 2016 in 2 Ore - Gruppo virtuale aperto d'allenamento
viewtopic.php?f=82&t=43409

Poi si è passati a: Mezza in 1 ora e 50 minuti! Gruppo virtuale aperto d'allenamento
viewtopic.php?f=83&t=45299

e poi con il progredire delle gambe a: Mezza tra 1h40' ed 1h50' - Gruppo virtuale aperto d'allenamento
viewtopic.php?f=84&t=47606

Mezza tra 1h40' ed 1h50' - Gruppo virtuale aperto d'allenamento (2)
viewtopic.php?f=84&t=49598

Mezza tra 1h40' ed 1h50' - Gruppo virtuale aperto d'allenamento (3)
viewtopic.php?f=84&t=52398

Mezza tra 1h40' ed 1h50' - Gruppo virtuale aperto d'allenamento (4)
viewtopic.php?f=84&t=53713
Ultima modifica di bully il 21 mar 2019, 11:20, modificato 7 volte in totale.
'non si smette di correre perchè si invecchia ma si invecchia perchè si smette di correre'

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Re: Mezza tra 1h40' ed 17h50' - Gruppo virtuale aperto d'allenamento (5)

Messaggio da maarco72 » 28 ott 2018, 16:24

scrivi bene titolo :smoked:
:beer: :beer: :batman:
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Esteban32
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Re: Mezza tra 1h40' ed 1h50' - Gruppo virtuale aperto d'allenamento (5)

Messaggio da Esteban32 » 29 ott 2018, 8:44

presente!!
a breve seconto della mia disfatta Este vs Influenza..

E complimenti ai maratoneti per ieri!! io ve l'avevo detto di portare i braccioli ma voi non mi asoltate :lol: :smoked:
Ultima modifica di Esteban32 il 29 ott 2018, 8:44, modificato 1 volta in totale.
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Re: Mezza tra 1h40' ed 1h50' - Gruppo virtuale aperto d'allenamento (5)

Messaggio da mampr » 29 ott 2018, 8:44

eccomi! allora ci rientro :D (forse...)
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Re: Mezza tra 1h40' ed 1h50' - Gruppo virtuale aperto d'allenamento (5)

Messaggio da Cheetah » 29 ott 2018, 8:48

"Mezza tra 1h30' e 1h50' e maratona sub 4h e triatleti occasionali - gruppo virtuale aperto d'allenamento". :-$
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Re: Mezza tra 1h40' ed 1h50' - Gruppo virtuale aperto d'allenamento (5)

Messaggio da Sbrave83 » 29 ott 2018, 14:19

@Runiko Che settimana di allenamenti hai fatto?!! Ti sei magnato la nitroglicerina?
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Re: Mezza tra 1h40' ed 1h50' - Gruppo virtuale aperto d'allenamento (5)

Messaggio da ilferro_85 » 29 ott 2018, 14:32

Presente 😁😁!! Eh chi mi schioda da qui 😂😂
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franciswolves
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Re: Mezza tra 1h30' ed 1h50' (e variazioni sul tema) Gruppo virtuale aperto d'allenamento (5)

Messaggio da franciswolves » 29 ott 2018, 18:06

Mi fa strano vedere 1h30' invece di 1h40' nel titolo del thread :mrgreen: in ogni caso presente, e direi che è ora di riassumere la fiera del disagio che è stata la Venice Marathon 2018.

Arrivo a Mestre sabato mattina, tappa subito a San Giuliano per ritirare il pettorale. In mente ho i vari "goditi l'area expo per respirare il clima pre-maratona" letti qui sul forum, quindi un minimo di aspettativa c'è. E invece, tra parcheggi saturi, opprimenti distributori di volantini, bambini e preadolescenti in ogni dove (si era appena corsa la Family Run proprio al parco), l'unica cosa che si respira nell'expo è una gran claustrofobia :-# recupero la sacca e il pettorale e mi dirigo il prima possibile all'uscita, ignorando un po' tutti gli stand - ma riuscendo almeno a vedere di sfuggita la presentazione del buon Kawauchi, idolo delle masse tapascioniche :mrgreen:
Il pomeriggio lo si passa a Venezia, da bravi turisti, con tanto di assaggio del vento che soffia sulla laguna e ricognizione di alcuni dei temibili ponti finali (che, vi dirò, mi immaginavo ben peggiori). Spritz ("spriss"), pizza e rientro a Mestre. Il cambio-ora favorevole è un lusso ma non porta grandi benefici, visto che il sonno lontano da casa è discontinuo e insoddisfacente.

È domenica mattina: dicono che c'è una maratona da correre. E allora giù dal letto e su sulla navetta per Stra, circondato dal solito spaccato del minimondo dei runner - le giacche a vento sgargianti, le discussioni su chi ha il Garmin più nuovo e figo, i racconti per ammaliare il vicino ("Sai, questo antipioggia me l'han dato al mio terzo Ironman..."), il maniavantismo diffuso, i vari nostalgici del "oggi punto alle 4h15', ma una volta io andavo parecchio forte, eh!" e, per chiudere in bellezza, i dispensatori di saggezza popolare, nello specifico il fenomeno che dal fondo del bus se n'è uscito con "pioggia bagnata, gara fortunata!", lasciando un po' tutti perplessi :nonzo:

La navetta ci sputa fuori a Stra alle 7.45 circa, sotto una pioggerella svogliata. Il tempo di raggiungere il tendone dell'area cambio (un bel tendone promiscuo, dove ci scalda grazie alla vicinanza reciproca, un po' come le stalle di una volta :pig: ) e la pioggia si fa ben più convinta. "Oh merda", penso io. "Oh mierda", pensa il podista peruviano seduto alla mia sinistra, con il quale incrocio lo sguardo rassegnato di uno destinato a farsi 42km sotto l'acqua. Ma la pioggia rallenta e, mentre decido di correre con termica a maniche corte e canotta, quasi sparisce. Mi stufo di respirare canfora e sudore e allora esco all'aperto, consegno la sacca e entro a Villa Pisani, per poi raggiungere i gradini del teorico ritrovo RF. Mi intercetta il buon Andrea (@Ferro), con il quale chiacchiero un po' prima di tornare sul sentiero (ormai paciugoso) della villa e uscire sull'asfalto. Insieme completiamo ben 850m di riscaldamento :smoked: correndo su e giù all'interno dell'ultima griglia. Ma va be', di tempo per scaldarsi ce ne sarà a sufficienza. Anche perché - alla facciazza delle previsioni catastrofiche - a venti minuti dalla partenza spunta il sole. E io ho la termica addosso. Mi riduco a sperare che il tanto temuto vento si manifesti per rinfrescare un po' la situazione. Andrea va nella griglia 4, io resto nella 5. Lo speaker chiede silenzio per l'inno di Mameli, ma a noi poveri pirla dell'ultima griglia la musica non arriva nemmeno :mrgreen: Sono fermo in griglia, ho i battiti a 120 e sto iniziando a sudare. Benone.

Conto alla rovescia un po' alla carlona e si parte, con calma pure noi fucsia (o viola?) arriviamo sotto il gonfiabile della partenza. C'è dell'emozione, lo ammetto. I primi km sono uno slalom unico, ma di spazio ce n'è a sufficienza. In compenso mi sto sciogliendo e la FC è al 90%. Mi dico che è normale (caldo, agitazione, andatura irregolare) e ignoro i dati cardio. Via via supero i pacer delle 5h, delle 4h30 e delle 4h. Sono circondato da podisti di tutto il mondo: vedo le canotte zarre dell'Argentina, l'interpretazione francofona del concetto Birrunner ("Boire ou courir? Il ne faut pas choisir!"), un paio di sudafricani e - così, a caso - un tizio in maglietta e pantaloncini grigi con la riga delle chiappe in vista :nonzo: Voi direte: "ma ci sarà di meglio da guardare!". Certo che sì, ma pare giusto riportarvi tutti i dettagli del caso :study:

Passo ai 5km ai 4'38" di media (lap manuale su cartello), il Polar inizia già a rosicchiare metri fittizi. A me piacerebbe tanto tanto tenere i 4'35", quindi da Polar sto sui 4'32"-4'33", sapendo appunto che i km dell'autolap sono sempre più generosi della realtà. Va tutto bene, mi dico, ma il caldo si fa sentire e i battiti non scendono. Medito di fermarmi a togliere la termica e proseguire in canotta, ma poi mi dico che il vento arriverà. E il vento arriva, sul Brenta, nei punti meno riparati dagli edifici. Il fresco fa piacere ma siamo pur sempre sui 18-20 gradi, che sono il doppio della mia temperatura ideale. Ma la temperatura ideale non c'è e quindi poche storie e pedalare. Tra vento, band lungo il percorso e "zone tifo" nei vari paesi, la pelle d'oca affiora più di una volta. Sorrido, perché non si può fare altrimenti. Quando posso, do il cinque ai bimbi imbacuccati a bordo strada. Cerco di godermela e di partecipare al clima di festa.

I lap manuali al 10° e al 15° (sempre sui cartelli) dicono entrambi 4'36", il che è buono. La FC media però è troppo vicina al 90%, che è un valore da mezza, e questa non è una mezza, manco per sbaglio. Ripenso ai medi all'85% fatti a 4'18" e mi domando qual è il problema. La temperatura influisce, certo, il vento pure, ma possibile che l'effetto sia così tangibile? Passo ai 15 e sento le gambe stanche, ma devo restare positivo altrimenti a Venezia non ci arrivo più. Le band lungo il percorso aiutano parecchio, perché le senti da lontano e cerchi di allineare il passo al loro ritmo, cerchi di rispondere alla carica che vogliono darti. Nel frattempo ho superato i pacer delle 3h45' e delle 3h30'. Sono perfettamente in linea con l'obiettivo ma la preoccupazione c'è e non se ne va. Ecco, a parte quando il frontman di turno urla al microfono "GIMME THOSE HIGH FIVES!" in un inglese misto veneziano :mrgreen:

Continuo a recuperare posizioni. Il sole non c'è più, il vento si ripresenta a folate. Poco prima del 20°, raggiungo il gruppone delle 3h20', che in quel momento - chissà perché - considero un po' come le colonne d'Ercole: una volta superate quelle, si va in territorio sconosciuto. Non ci sono pacer per le 3h15', e quelli delle 3h10' non fanno per me. Per un attimo penso di stare in gruppo, al riparo dal vento, con i pacer, be', che fanno i pacer - consigliano, avvertono, incitano. Ma a me il cameratismo dei gruppi pacer non ispira più di tanto, preferisco la corsa in solitaria. Quindi colgo un pretesto piuttosto stupido - un sorpasso intra-gruppo a opera di un podista che subito dopo si abbandona a un peto nauseante [-o< - per accelerare, anticipare il gruppone al ristoro dei 20km e lasciarmelo dietro.

Sono in bolla, penso. Passo alla mezza in poco meno di 1h40' (ma da real time sarebbe 1h38') e mi dico che sono perfettamente in bolla. Ma le gambe sono pesanti e senza gambe non si va da nessuna parte. Iniziano i pensieri negativi. "Hai fatto solo metà strada, come fai ad arrivare alla fine?". La FC è fissa al 90% e sono perfettamente consapevole che non posso arrivare al traguardo con una FC simile. Il respiro è facile, per carità. Non sono in modalità Rantolatore™, e mai lo sarò per tutta la gara, ma le gambe sono in difficoltà. Avrei dovuto stare con le 3h20'. Anzi, forse non avrei mai dovuto raggiungerli. Ma ormai sono compromesso e allora andiamo avanti, per stupida coerenza, e vediamo cosa succede.

Non contento, passo al 25°- dopo Marghera e il sottopassaggio della stazione di Mestre - col migliore split della gara, 4'34" negli ultimi 5km (sempre sul cartello). Proprio fuori dal sottopassaggio, vedo la mia ragazza. Accelero e sorrido e le do il cinque. Va tutto bene, penserà lei, ma proprio lì inizio a perdere colpi. I km tra il 23 e il 27 li faccio tutti oltre il 90% di FC: a posteriori, è il colpo di grazia. Le gambe non spingono più, i ritmi si alzano e davanti a me ho i due pezzi più tosti, ovvero San Giuliano e il Ponte della Libertà. Il vento aumenta. Non sono ancora al 30° e la benzina è finita. Penso di ritirarmi e penso ai quattro mesi di allenamenti prima di venire qui. Mi demoralizzo, perché il crollo è arrivato ben prima del "muro" dei 35, ben prima di dove molti maratoneti più o meno esperti vanno a sbattere. Insomma, sono crollato da niubbo totale :mrgreen:

Però mi girano le balle. Che maratoneta vuoi essere se alla prima vera crisi pensi di ritirarti? E allora niente, accetto la crisi e cerco di salvare il salvabile. Mi metto in modalità risparmio energetico. I km 28,29 e 30 escono intorno ai 4'50". Lì inizia il parco e lì piomba il gruppo delle 3h20', maledetti avvoltoi. Li maledico, cos'altro posso fare? Cerco di restare in gruppo, penso ai fuggitivi del Giro d'Italia ripresi dagli uomini di classifica e poi abbandonati a loro stessi. E va proprio così, col vento che si fa sempre più forte e i vari sentieri del parco popolati da corridori più o meno in forma. Vedo un serpentone su un sentiero a 100m da me e, palloncini a parte, non capisco più se è gente che mi precede o mi segue. Panico :mrgreen:

All'uscita di S. Giuliano hanno pure messo una splendida curva a 180° (forse per la deviazione causa acqua alta a S. Marco), i porconi si sprecano. La cosa che mi incoraggia è che non ho dolori né vesciche. Il respiro è regolare. Le gambe non spingono ma sono intatte, anzi, sono forse messe meglio rispetto agli ultimi lunghissimi da 35 e 38km. Il ritmo cala dolcemente (5'10"-5'20"-5'30"-5'40"-5'50"), l'inerzia è inarrestabile ma si procede. Sono sul Ponte della Libertà e, non so perché, penso a quando correvo a 7'30" al km ogni domenica. La cosa mi dà coraggio. Guardo il Polar, vedo che sono intorno ai 6' e mi dico che potrebbe andare peggio. Giustamente, inizia a piovere. Il vento contrario, l'acqua in faccia quasi dolorosa. Il gruppo delle 3h30' arriva e se ne va, ma non me la prendo. Vedo il profilo di Venezia sullo sfondo e abbasso lo sguardo, tra i piedi rotolano bottigliette e bicchieri di sali vuoti abbandonati dopo il ristoro dei 35. Supero i camminatori e vengo superato da chi ne ha ancora per spingere. A metà ponte un podista lancia un urlo tremendo e inizia a saltare su una gamba, vittima di crampi (immagino atroci) all'altra. Vorrei aiutarlo ma se mi fermo sono muerto. Al ristoro del 35° sembra di essere in mezzo a una spedizione artica dell'assurdo, con gente in giubbotti da neve che passa acqua a gente in canotta e pantaloncini, mentre camion e autobus suonano il clacson per incitare i disperati che avanzano nel senso opposto.

Il ponte finisce, sono a Venezia. Il Polar ormai è un accessorio superfluo, si pensa a mettere un passo dopo l'altro e scoprire cosa ci attende curva dopo curva. Vi dirò: il primo impatto è deludente. Un km e mezzo, forse due, in strade anonime e deserte. Supero un pacer delle 3h30' che si è arreso e sta camminando, e penso che una giornata del genere avrà fatto parecchie vittime. Passo al ristoro del 40° e prendo il lap manuale degli ultimi 5km, ma è un riflesso condizionato e poco più. Poi, be', l'impensabile. Curva secca e percorso allagato :shock: Mi scappa da ridere, perché ormai non ho fisse cronometriche e so che gli ultimi due km saranno bellissimi, ma da altri ragazzi si alzano alcune poderose bestemmie. Non riesco a dargli torto. Uno di questi ragazzi impreca proprio di fianco a me, io sorrido e gli dico scherzando che lo può prendere come un defaticamento anticipato (la sensazione dei piedi a mollo e delle gambe al freddo è in effetti tonificante). Fianco a fianco, zompettiamo nell'acqua alta e iniziamo i ponti. All'inizio cerco di tenere il conto, ma la combo folla urlante + effetto Aquafan è troppo potente. Il ragazzo si presenta - Aldo, pure lui alla sua prima maratona - e mi incoraggia quando mi vede perdere qualche metro. Ogni tanto, sui ponti, è lui quello a cedere e camminare. Un po' lo sprono io, un po' il pubblico (una signora gli urla: "Embe', non ti fermerai mica adesso?!" e lui "Ha ragione, signora! Ha ragione!" :mrgreen: ) e alla fine la correrà tutta fino alla fine, lasciandomi a 30 secondi circa. Il disagio finale è qualcosa di unico: giapponesi con le scarpe in mano a sinistra delle transenne, podisti con le scarpe in mano davanti a me. In cima a un ponte do il cinque a una signora elegante con lo sguardo spiritato e la voce da capo ultrà.

Che spettacolo.

A tre ponti dalla fine vedo il traguardo, ho le lacrime agli occhi e mi godo l'ovazione indistinta della tribuna a pochi metri dal traguardo. Il tabellone dice 3h36', quattro o cinque ragazzi arrivano pochi secondi davanti a me e ho ancora la lucidità di pensare che mi avranno senza dubbio impallato le foto dell'arrivo :mrgreen: ma in fondo chissene. Il real time finale sarà 3h33'57", che non è certo quello che avevo in mente prima di partire, ma è un punto di partenza per un'eventuale maratona futura. Certo, c'è l'attenuante meteo, ma il calo prima del 30° prescinde da vento, pioggia e acqua alta. Ora come ora, mi viene voglia di dire che staccherò del tutto dalla corsa per un po', ma potrebbe essere una balla :albino: di certo questi mesi sono stati pesanti a livello fisico e mentale. Vediamo come va.
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10k: 40'11'' | San Donato (MI) | 15/04/18
21k: 1h27'23'' | Treviglio (BG) | 24/02/19
42k: 3h33'57" | Venezia | 28/10/18
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Re: Mezza tra 1h30' ed 1h50' (e variazioni sul tema) Gruppo virtuale aperto d'allenamento (5)

Messaggio da Cheetah » 29 ott 2018, 18:26

Vado a prendere i popcorn prima di leggere :study:
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Re: Mezza tra 1h30' ed 1h50' (e variazioni sul tema) Gruppo virtuale aperto d'allenamento (5)

Messaggio da mampr » 29 ott 2018, 18:27

=D> Gran bel racconto @francis, che emozioni
Marco

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